GENTILE Dottar Augias, il giorno di Ferragosto ho organizzato una visita a Pompei, in compagnia di amici inglesi. Erano anni che non ci andavo, devo confessare la mia grande amarezza per lo stato di questo storico patrimonio. Gente in ordine sparso (non erano certo gli stranieri) che bivacca tra gli scavi, bottiglie di plastica e lattine abbandonate. Gruppi disordinati e vocianti che scrivevano sulle antiche mura o camminavano su pavimenti lastricati a mosaico vecchi di 2000 anni, toccavano gli affreschi, staccavano frammenti di mura dipinte. Non c'era nessuno a sorvegliare lo svolgimento delle visite, la maggior parte dei siti non è protetta da transenne. Andrea Milito Salerno EGREGIO dottore, torno da una vacanza a Parigi. Ogni volta che vado all'estero torno a Roma con un senso di angoscia e di rabbia. E' mai possibile che una metropoli multietnica e multiculturale di oltre 10milioni di abitanti, grande 4 volte Roma, venga gestita e amministrata come un gioiellino? Se ci riescono loro, perché noi no? Cosa manca alle istituzioni italiane che impedisca il raggiungimento di una qualità della vita collettiva almeno sufficiente? Mi aiuti a capire! Sandro Castrucci s. castruccivirgilio. it GENTILE dottar Augias, ho fatto una vacanza visitando Villa d'Este e Villa Adriana, Tivoli. La meravigliosa Villa d'Este (patrimonio mondiale Unesco) capolavoro del giardino italiano. Stupore e sbigottimento quando visitando le sale ti accorgi che non c'è nemmeno un «guardiasala» e le pareti affrescate sono per la grande parte imbrattate da scritte tipo: «Marco ti amo», «Viva Milan», «Fede giugno 2005» e altre fesserie. Quando il pennarello o la biro mancano si lascia la scritta nel muro con chiavi, chiodi, così la testimonianza del turista idiota rimane indelebile. Abbiamo tali ricchezze che ci vogliono cinque o sei nazioni europee per eguagliarle, ma non abbiamo la cultura di rispettarle. Siamo pronti ad acquistare il telefonino di ultima generazione, registriamo le puntate dell'Isola dei Famosi o di Amici, ma non sappiamo ammirare ciò che è veramente bello. Milena Alessandri Bologna MI AUGURO che il ministro Rutelli legga queste lettere e si metta, come me, le mani nei capelli. Uno degli elementi che ci farà perdere la battaglia turistica e, soprattutto, della conservazione del patrimonio è l'incuria che i lettori denunciano. Gruppi di sciamannati inconsapevoli che scrivono sui muri, ne portano qualche pezzetta a casa come souvenir; personale assente o svogliato, inconsapevole anch'esso dell'enorme responsabilità che grava su un lavoro solo all'apparenza semplice, che invece richiede tatto, prontezza, all'occorrenza energia. Torna l'antica maledizione di Marcel Proust che dopo aver visitato l'Italia scrisse: « La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l'arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli». E'passato un secolo da quando lo scrittore francese mise su carta quelle parole. Dire che nulla è cambiato è il meno, perché intanto il patrimonio si deteriora e a mano a mano scompare. Per sempre.