Banche, fondazioni, ma anche imprese e soprattutto cittadine e cittadini milanesi. Arrivano i privati nei musei civici; E potranno parteciparvi anche i milanesi con un contributo annuale che potrebbe aggirarsi intorno ai 50 euro. È previsto un tetto ai soci individuali: per adesso si parla di mille, ma il numero potrebbe crescere anche di molto. Dipenderà dallo Statuto e dalla successiva convenzione. Insomma, una sorta di azionariato popolare e diffuso che ricorda il modello del Poldi Pezzoli. In cambio della partecipazione - sia i soci fondatori (banche e si spera soprattutto imprese e associazioni di imprese oltre alla benemerita Fondazione Cariplo) sia i soci individuali - potranno ottenere benefici fiscali sulle donazioni, la tassazione diretta e personale. L'altro giorno, il Comitato di presidenza di Palazzo Marino ha acceso il semaforo verde per la costituzione della Fondazione che gestirà i 13 musei civici e prima delle ferie estive la giunta approverà una delibera di indirizzo. Un lavoro portato avanti dall'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, l'assessore alle Privatizzazioni, Mario Talamona e dal direttore generale di Palazzo Marino, Giorgio Porta che si è dedicato soprattutto alle possibili alternative economiche. Due le opzioni fondamentali. E riguardano il contributo dei soci privati ai costi totali di gestione: il 10 per cento o il 15 per cento. Sulla base di questa prima differenziazione, secondo uno schema concettuale che per complessità ricorda il Parmenide di Platone, discendono altre quattro ipotesi. Ma, facciamola breve. L'opzione su ci si sta lavorando è un mix pubblico-privato che farà leva sia sui ricavi provenienti dall'introduzione del biglietto e dall'affitto degli spazi, sia su una forte campagna promozionale e dì marketing affidata alla generosità dei soci privati: 3 milioni di euro per il primo anno, 2 milioni per il secondo e 1 un milione per i tre anni successivi. Il contributo dei soci, in questo caso, sarà pari al 15 per cento dei costi totali. L'opera di marketing e di promozione non partirà subito: si vuole aspettare la conclusione dei lavori di restauro di alcuni importanti musei cittadini. A partire da quelli ospitati dal Castello Sforzesco. Secondo gli esperti di Palazzo Marino è lo schema più remunerativo anche se ritarda di un paio di anni, il picco delle iniziative promozionali. O, per meglio dire, visto che nessuno è mai diventato ricco gestendo la cultura, è lo schema che permette nel giro di poco tempo di garantire una crescita qualitativa e di efficienza dei musei milanesi. C'è poi l'altro capitolo. Quello che non riguarda direttamente i privati, ma che rappresenta sicuramente una calamità per i potenziali soci fondatori del nuovo ente. L'introduzione di un biglietto a pagamento. Sicuramente slitterà all'anno prossimo quando sarà creata la Fondazione. Difficile per adesso far previsioni sul costo. In un primo momento si era parlato di un euro. Adesso si sta vagliando un ventaglio di offerte che non riguardino il singolo museo, ma proprio il sistema museale che farà capo alla Fondazione. Un calcolo ipotetico dei ricavi da biglietteria parla di 800mila euro il primo anno, un milione il secondo e un milione 200mila dal terzo in avanti. Prevista anche una crescita per le sponsorizzazioni del 10 per cento annuo. La trasformazione dei musei civici in Fondazione comporterà - e questo sarà probabilmente uno dei nodi cruciali dal punto di vista sindacale - dei trasferimenti di personale da Palazzo Marino al nuovo ente: alla Fondazione verranno trasferite 414 persone, di cui 387 operano presso le sedi museali e 27 arrivano dalla direzione del settore .Musei o da altri settori di Palazzo Marino. A queste 27 persone che entreranno a far parte dello staff della Fondazione se ne aggiungeranno altre 7 che verranno prese dall'esterno.
Milanesi mecenati dell'arte con la Fondazione dei musei
Il Comitato di presidenza di Palazzo Marino ha dato il via libera alla creazione di una Fondazione che gestirà i 13 musei civici di Milano. La Fondazione sarà gestita da un mix di fondazioni, banche e imprese private, con un contributo annuale di circa 50 euro per i cittadini milanesi. I soci fondatori, come le banche e le imprese, potranno ottenere benefici fiscali. La Fondazione prevede di introdurre un biglietto a pagamento per i musei, con un costo iniziale di un euro, ma con un calcolo ipotetico di 800mila euro di ricavi da biglietteria nel primo anno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo