Istituti a rischio di chiusura, situazioni surreali targate An: Nando Dalla Chiesa fa il consuntivo dei disastri lasciati dalla Moratti e traccia un bel progetto Non è possibile che il nostro paese abbia una tale potenzialità, un forziere di risorse che abbandona nel sottoscala: l'università resta un punto di riferimento, ma l'alta formazione artistica e musicale - ovvero Accademie e Conservatori - è una strana appendice cui si danno un po' di soldi se gli piove dal tetto». Il quadro che fa Nando Dalla Chiesa, sottosegretario al ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica con deleghe all'alta formazione artistica e musicale, non è roseo: «In questo settore non servono leggi e finanziamenti speciali: stiamo lavorando a un piano di rilancio legato al territorio, anche per far diventare la musica parte della crescita del paese». A sette anni dal varo della riforma e dopo un lungo braccio di ferro durato cinque anni con Letizia Moratti su regolamenti e regolamentini; Conservatori e Accademie scuole parificate alle università dove s'insegna musica, arte drammatica o figurativa, design, moda - sono al punto di partenza. Anzi peggio: gli Istituti musicali pareggiati rischiano di dover ridurre l'attività o di chiudere poiché pesano sui bilanci di comuni e province, colpiti dai tagli feroci dell'ultima finanziaria varata dal governo Berlusconi: «Sono una delle parti più nobili del sistema, con alle spalle spesso una storia antichissima:dobbiamo garantire che vivano, ma in una logica di sviluppo del sistema e non di puro galleggiamento. Il Pareggiato di Cremona rischia la chiusura e ha chiesto la statalizzazione come branca del Conservatorio di Brescia. Ma in una città con forti tradizioni musicali, la liuteria, la scuola civica di musica, il corso di laurea in musicologia, il Conservatorio di Cremona come può essere una branca di quello di Brescia? Allora investiamo e facciamo di Cremona un polo musicale». La logica è quella del distretto industriale, dove non si costruiscono nuove cattedrali nel deserto, ma strutture già esistenti si collegano tra loro. «Per affrontare la drammatica situazione dei Pareggiati e le altre urgenze nell'ottica di avviare questo processo servono 20milioni di euro: il costo medio di mille metri di autostrada o di 6 liquidazioni di alti manager dello Stato ». Ecco che il ministro Fabio Mussi ha già pronto lo slogan per lanciare la campagna di salvataggio e rilancio dell'Alta Formazione: «Dateci un chilometro di autostrada e sentirete che musica!». Perché se il Ministero batte un colpo, lo batte anche alla cassa della prossima finanziaria: «Insomma - insiste Dalla Chiesa - bisogna fare attenzione ai conti e sono d'accordo per tagliare, ma le cose inutili: i compensi degli amministratori del "Diritto allo studio" di Bari equivalgono a 350 borse di studio, ecco le cose da correggere». Effettivamente le risorse culturali erano parte di quel rilancio complessivo del paese prospettato nel programma elettorale dell'Unione, e lo stesso Romano Prodi in un'intervista aveva sottolineato come l'istruzione musicale e artistica dovevano essere inserite nel «canale principale » dell'insegnamento. Ma l'inizio di legislatura non è stato tranquillo: il ministero ha aperto due procedimenti nei confronti di alcuni Conservatori,«dove sono stati presentati i candidati alle elezioni di Alleanza Nazionale,oppure i complessi degli istituti erano indotti a suonare le canzoni di Padre Pio e Toni Sant'Agata: cose che in una università non succederebbero mai - chiosa Dalla Chiesa -, e questo dà il segno dell'urgenza del rilancio ». Il piano dei distretti artistico- musicali dovrà coinvolgere diversi centri: «A Carrara dovrebbe nascere il polo della scultura con Biennale e Accademia; a Verona quello della danza; a Napoli dell'arte perché nel giro di poche centinaia di metri abbiamo Accademia, Conservatorio,un teatro e una galleria abbandonata. Il progetto riguarderà poi Firenze per la moda e Milano per la fotografia». L'azione del Ministero dovrebbe andare oltre: a giorni sarà avviata una sperimentazione a Trieste che permetterà agli studenti del Conservatorio di frequentare anche l'Università. Restano aperti molti problemi: nella qualità dell'insegnamento, la storica discontinuità da un istituto all'altro si è addirittura aggravata dopo la riforma: «Come ci sarà un'agenzia di valutazione per l'Università dovrà esserci anche per l'Alta Formazione - conclude Dalla Chiesa -, ma vorremmo creare un sistema su criteri europei: se l'Alta Formazione deve essere un forziere di risorse dobbiamo puntare sulla qualità».
ARTI DA SALVARE Conservatori e accademie: basta un chilometro di autostrada per sentire musica nuova
Il ministro Nando Dalla Chiesa ha presentato un piano per rilanciare l'Alta Formazione artistica e musicale, che include la creazione di distretti artistici in diverse città italiane. Il piano prevede l'investimento di 20 milioni di euro e la creazione di un sistema di valutazione per l'Alta Formazione su criteri europei. Dalla Chiesa ha anche criticato la situazione dei Conservatori e degli Istituti musicali, che rischiano di chiudere a causa dei tagli finanziari. Il piano include la creazione di un polo musicale a Cremona, che sarà finanziato con i fondi del Ministero. Il progetto riguarderà anche la sperimentazione a Trieste, dove gli studenti del Conservatorio potranno frequentare anche l'Università.
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