«COME REGIONE siamo stati in prima fila contro le sanatorie indiscriminate di Berlusconi, ora non possiamo più farci passare sotto il tavolo "cose" che non vanno facendo finta di non vederle». Le "cose" di cui parla il capogruppo Dl in Regione Alberto Monaci sono quelle note. Dalle seconde case di Monticchiello in giù fino agli scandali dell'Elba, dal cemento in espansione a Forte dei Marmi ai nuovi insediamenti dell'Abetone, passando per Marina di Castagneto, Castiglione, San Vincenzo, Val di Luce e Pianarsiccio. Tutte vicende su cui la Regione, ricorda la Margherita, ha espresso parere negativo, ma che adesso chiedono «una più efficace politica di controllo». Da fare «in tempi brevi» reclama Erasmo D'Angelis anche in qualità di presidente della commissione ambiente della Regione. «Anche perché i ritardi ci sono stati - aggiunge Monaci visto che la legge sull'urbanistica è del 2005, ma la conferenza paritetica è stata fatta solo a fine luglio». Tre le proposte della Margherita:. «L'immediata approvazione del Pit spiega D'Angelis - per tutelare le zone collinari e il paesaggio»; l'estensione della "valutazione integrata" prevista dalla legge sull'urbanistia (la n.1 del 2005) a «tutte le operazioni urbanistiche dei comuni », quindi anche alle varianti e non solo ai piani come previsto oggi, e maggiori poteri alla regione per "bloccare" gli interventi. Insomma la Margherita propone di limitare parte della discrezionalità comunale nelle politiche urbanistiche. Scelta quasi obbligata soprattutto per quei piccoli comuni che non dispongono (o quasi) di uffici e competenze e possono rimanere «prigionieri» di pressioni o politiche o imprenditoriali. Le centrali idroelettriche con singoli investimenti tra i 10 e i 20 milioni». L'Enel ha già presentato alla Regione tre progetti per nuove centrali geotermiche e altri due saranno preparati nei prossimi tempi. «Mi piacerebbe chela Toscana diventasse la Silicon Valley dell'energia alternativa» dice Martini, anche perché è proprio grazie alla geotermia che la Toscana è la prima regione (33) in Italia in energia alternative. Un primato che però non consente alla Regione di sorridere troppo. Perché anche la Toscana come il resto d'Italia è costretta a importare dall'estero la maggior parte dell'energia. Il che poi vuol dire soprattutto petrolio o metano che è sì meno inquinate, ma è pur sempre un fossile e quindi produttore di co2. Da qui la spinta per quelle fonti (come appunto la geotermia e la forza dell'acqua) che producono energia, senza "sporcare" l'aria. La nuova centrale idroelettrica di Gallicano ad esempio produrrà ogni anno circa 90 milioni di kWh, equivalente al fabbisogno di circa 30 mila famiglie.
TOSCANA: urbanistica, meno libertà ai Comuni .
La Regione Toscana ha espresso parere negativo su diverse sanatorie e interventi urbanistici, come le seconde case e le centrali idroelettriche. La Margherita propone di approvare il Piano di Intervento Territoriale (Pit) per tutelare le zone collinari e il paesaggio, estendere la valutazione integrata delle operazioni urbanistiche e aumentare i poteri della Regione per bloccare gli interventi. La Toscana è la prima regione in Italia in energia alternative, ma importa ancora la maggior parte dell'energia dall'estero, quindi la spinta è per fonti come la geotermia e la forza dell'acqua che producono energia senza inquinare l'aria.
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