Tornerà a marzo a Villa Celimontana la testa della divinità fluviale della fontana del Fiume, rubata nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 2005. Realizzata in peperino quattro secoli fa, l'opera è stata recuperata e sistemata in un magazzino attrezzato - e soprattutto sorvegliato -all'interno del parco: all'inizio del 2007 sarà restaurata e ricollocata dov'era, cioè sulla sommità dell'esedra di coronamento del ninfeo, sul terrazzamento meridionale intermedio di Villa Celimontana. La Guardia di finanza di Civitavecchia, diretta dal capitano Luca Battella, ha ritrovato la statua sul ciglio di una strada, in località Fur-bara, ad aprile: probabilmente i ladri l'hanno abbandonata quando si sono accorti che gli investigatori erano sulle loro tracce. La riconsegna alla Sovrintendenza del Comune è avvenuta il 5 luglio, ma l'annuncio è stato dato soltanto ieri, nella sala dei Musei capitolini dedicata a Pietro da Cortona, presenti l'assessore alle Politiche culturali Gianni Borgna, il sovrintendente Eugenio La Rocca e i vertici delle Fiamme gialle: il comandante provinciale, colonnello Giuseppe Zafarana, e il comandante del II gruppo Roma, tenente colonnello Pierluigi Sozzo. «Purtroppo - ha ammesso La Rocca -non abbiamo la possibilità di mettere in sicurezza tutte le miriadi di opere d'arte sparse perla città». La testa, barbata, alta 60 centimetri e molto pesante, era fra le opere non protette: ma la sua posizione, tra l'altro in una zona chiusa al pubblico, sembrava garantirle una certa tranquillità. Per rubarla i ladri hanno dovuto superare diverse barriere e arrampicarsi a un'altezza di quattro metri, sopra un bacino di raccolta dell'acqua che non resta mai a secco. Dal lato opposto lo strapiombo è di dieci metri. Il volto della divinità fluviale è stato staccato con un taglio quasi netto che non ha danneggiato il resto della statua. Sono bastati, probabilmente, un cuneo e uno scalpello. La Guardia di finanza ha imboccato la pista giusta grazie agli indizi emersi in un'altra operazione che, all'inizio dell'anno, ha permesso di recuperare una fontana e due vasi del Cinquecento. E. furto potrebbe essere avvenuto su commissione e forse la testa era destinata a essere venduta all'estero: l'opera potrebbe essere stata trasportata a Civitavecchia per essere spedita via mare fuori dai confini italiani, i ladri e i presunti mandanti per ora sono sfuggiti alla cattura, ma l'inchiesta continua e punta all'arresto dei responsabili del colpo. La testa, ha spiegato il sovrintendente, è un bellissimo esempio di scultura manierista, ispirata ai modelli antichi delle statue di divinità fluviali. A realizzare la fontana, per volontà di Ciriaco Mattei, proprietario della villa sul Celio, fu Pompeo Ferrucci, come sembra dimostrare un pagamento del 1603 afavore di «Pompeo scultore». L'opera è una rielaborazione della più nota e colossale statua del primo secolo avanti Cristo che raffigura Oceano o il fiume Nera, oggi conservata in Campidoglio. Dall'inizio del 2006 il Comando provinciale della la Guardia di finanza ha compiuto 22 interventi, sfociati in 65 arresti e denunce: le Fiamme gialle hanno recuperato 24 quadri e dipinti, cinque sculture e 126 pezzi di vasellame, senza contare altro materiale di vario tipo. La testa di Villa Celimontana è senz'altro una delle opere più importanti sottratte al mercato clandestino. Nel 2005 va ricordata, invece, l'operazione in cui fu ritrovato un quadro di Canaletto del valore di otto milioni di euro. Nel Lazio non c'è soltanto Roma ad attirare ladri e committenti: dopo la capitale, le località predilette dai saccheggiatori sono Ostia Antica, Fiumicino e Viterbo.