Un pezzo alla volta, si potrebbero ricostruire quasi per intero. Gli antichi Horti Sallustiani hanno restituito anche ieri un loro frammento. Si tratta di qualche metro di struttura interna del complesso, almeno secondo i tecnici della Soprintendenza che sono intervenuti ancora una volta in via Veneto, nei cantieri aperti per rifare il look alla strada della Dolce vita, in vista della Festa del cinema di ottobre. Ieri il reperto archeologico è stato trovato sul lato destro della strada (considerando la direzione di marcia da piazza Barberini a Porta Pinciana) pochi metri dopo l'intersezione di via Veneto con via Sicilia. Il rilievo di un muro perpendicolare alla direzione della strada, probabilmente interno alla delimitazione dell'area. Anche in questo caso sarà seguita la stessa proceduta utilizzata per il ritrovamento della scorsa settimana: l'antica pietra di granito egiziano, che si ipotizza possa essere l'accesso agli antichi Horti Sallustiani, costruiti dal celebre storico Sallustio Crispo sull'area in precedenza proprietà di Cesare. I tecnici della Soprintendenza si sono subito messi al lavoro per delimitare il nuovo reperto, per poterlo ben individuare, e disegnarlo, per poi coprire l'area. «I lavori procederanno secondo i tempi stabiliti - spiega l'assessore capitolino all'Urbanistica Roberto Morassut - e saranno conclusi in tempo per la Festa del cinema». In effetti le squadre di operai, nonostante i ritrovamenti, continuano l'opera a ritmo serrato, ampliando l'area pedonale, sostituendo la superficie dei marciapiedi e realizzando il famoso collegamento che, passando per gli archi di Porta Pinciana, consentirà di andare a piedi da via Veneto a Villa Borghese, con la nuova illuminazione già installata nei giorni scorsi. E i cantieri, se non ci saranno intoppi, dovrebbero chiudere nei tempi stabiliti. Lavori e ritrovamenti archeologici, in ogni caso, stanno andando di pari passo. Il più importante, fino a oggi, è la striscia di prezioso granito, egiziano, lunga poco più di tre metri, trovata venerdì scorso appena 20 centimetri sotto la superficie asfaltata, durante i lavori di risistemazione di largo Federico Fellini. Subito all'interno delle Mura Aureliane, nel punto dell'intersezione dell'antica via Salaria Vetus, il reperto è stato associato, da alcuni esperti, all'ingresso settentrionale degli Horti Sallustiani. Poi, in questa settimana, è comparso il tubo di un antico acquedotto, forse dell'Acqua Marcia. Ma sulla pietra di granito Morassut ha un'altra idea: «Probabilmente si tratta di materiale di risulta che è stato riutilizzato, come è spesso successo a Roma nei secoli, per il casotto del custode di Villa Ludovisi», sostiene l'assessore. Un'ipotesi che farebbe risalire il reperto a tempi molto più recenti. Villa Ludovisi fu commissionata al Domenichino dal cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XIV, dal quale passò per eredità ai Boncompagni, principi di Piombino e duchi di Sora. L'area è poi scomparsa nel 1886, in seguito a un accordo tra il Comune di Roma e il principe di Piombino, per far posto agli edifici attualmente esistenti, che dalla Villa hanno ereditato soltanto il nome: rione Ludovisi. Oggi di quel complesso rimangono solamente Palazzo Grande, seppure inglobato nel Palazzo Margherita, e l'antico Casino dell'Aurora.
E ora spunta un altro muro Forse è un pezzo degli Horti
I lavori di rifacimento della strada della Dolce vita a Roma sono stati interrotti per un breve periodo per esplorare un reperto archeologico trovato sul lato destro della strada. I tecnici della Soprintendenza hanno trovato un muro perpendicolare alla direzione della strada, probabilmente interno alla delimitazione dell'area degli Horti Sallustiani. Il reperto è stato trovato vicino all'intersezione di via Veneto con via Sicilia. I lavori procederanno secondo i tempi stabiliti e saranno conclusi in tempo per la Festa del cinema.
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