Una sbavatura di pennarello. Ci vuole poco per cambiare il destino di uno degli ultimi paradisi naturali italiani. Benvenuti a Corniglia, Cinque Terre, dove su quello che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell" umanità nasceranno 42 villette con piscina, a picco sul mare. Dove è bastato cancellare un "piccolo errore formale" - un puntino tracciato sulla carta geografica -per trasformare una zona ad alto rischio di frana nel luogo ideale per un insediamento in stile Costa Smeralda. Niente di strano, spiegano gli addetti ai lavori. Perché questa è la Liguria, oggi. «Una regione già ai limiti dello sfruttamento del territorio. Teatro, nonostante tutto, di un incremento della cementificazione», dice Giorgio Rossim, soprintendente ai Beni ambientali. Gli fanno eco le denunce di Italia Nostra, secondo cui il piano territoriale paesaggistico ligure viene puntualmente aggirato» da deroghe urbanistiche comunali, mentre i vincoli conservativi vengono impietosamente abbassati. Succede di tutto, lungo la costa: grattacieli "griffari" che spuntano dall'acqua, progetti per migliaia di seconde case, che in molti paesi sono più di quelle dei residenti, una gara dietro l'altra per nuovi porriccioli. E intanto a Rapallo il sindaco finisce sotto inchiesta: sta per realizzare un tunnel che collegherà l'autostrada al mare, operazione che indirettamente farà schizzare alle stelle il valore dell'area di San Michele di Pagana. Zona dove una società immobiliare, di proprietà dei figli del sindaco medesimo, ha in corso una importante speculazione edilizia. Nella Regione, guidata dal diessino Claudio Burlando, sinistra e ambientalisti s'interrogano, si contraddicono, s'accapiglia-no, si dividono. A partire dal futuro Villaggio Marino Europa. Giusto sopra la stazione di Corniglia, Comune di Riomaggiore, lungo quel Sentiero Azzurro che è la prosecuzione della Via dell'Amore. Sul percorso, le vecchie e decrepite baracche di un campeggio chiuso da ventanni, ora rifugio di vagabondi e deposito di immondizie. Condoni e lungaggini buro-cratiche hanno consentito a un commerciante di abbigliamento di La Spezia, Vincenzo Greco, di rilevare l'area e presentare un piano da 9 milioni di euro. Intervento impossibile fino a qualche mese fa, quando le mappe catastali di Regione e Provincia definivano la zona inedificabile a causa delle frane secolari che precipitano dai costoni. All'improvviso, però, ci si accorge che per colpa di un pennarello maldestramente maneggiato da un geologo, quella porzione di collina era stata inserita erroneamente nella fascia a rischio. Pronti e via, l'iter per l'approvazione del progetto prende il volo. D'accordo i Comuni, l'Ente Parco, la Provincia e le giunte regionali: quella passata, di centrodestra, e l'arcuale. Seimilaseicento metri quadri di cui 1.500 per un bar-ristorante, reception, sale comuni, mono e bilocali per circa 150 posti letto. Coperture a tetto-giardino. «Un intervento edilizio "fantasma", mi si conceda il termine», sostiene orgoglioso Nicola De Mastri, che ha firmato il progetto, secondo cui le polemiche sulla variazione della cartografia sono «del tutto assurde: roba di un millimetro». Non la pensa così il Comitato per le Cinque Terre, associazione apolitica che in questa battaglia trova il sostegno di Marevtvo, Verdi e Rifondazione. -Il turista sceglie la nostra zona perché è ancora intatta, selvaggia», dice Pierpaolo Guelfi, portavoce del Comitato: « Costruire signi-fica danneggiare il turismo. Per non parlare della speculazione economica. Ma il Parco non doveva difendere l'ambiente?". Franco Bonanini, esponente di Lega Ambiente e ideatore dell'Ente Parco, cerca di tranquillizzarli. Prima si giustifica («Avevamo le mani legate: non c'erano soldi, altrimenti avremmo comprato noi il terreno» ), poi spiega: «II progetto è regolare. Abbiamo conciliato la valenza privatistica con l'interesse pubblico. Il vero eco-mostro è lo scempio che vediamo oggi, con tutte quelle baracche abbandonate». Quindi Bonanini fa una precisazione che lascia perplessi: «II privato servirà a garantire la manutenzione di quella zona, dove c'è una situazione consolidata di instabilità». Eh sì, perché alle spalle del Villaggio c'è un muraglione di 25 metri. La Regione suggerisce agli amministtatori delle Cinque Terre di vincolare l'approvazione del progetto a un impegno quarantennale di manutenzione della collina. Segno forse che potrebbe cedere ancora. Proprio come la massicciata a mare su cui dovrebbe poggiare il Villaggio, orfana di una spiaggia erosa negli ultimi anni dalle onde. Ma non si trattava solo di una sbavatura di pennarello?