L'EX ministro Antonio Paolucci al posto di Simone Siliani. Il soprintendente per il polo museale fiorentino che il 30 settembre lascerà i suoi incarichi di dirigente ministeriale all'assessorato comunale alla cultura. E' qui, attorno a questa ipotesi, che torna alla ribalta lo scenario di un rimpasto a Palazzo Vecchio. Un rimpasto mancato per un soffio a luglio, che potrebbe però concretizzarsi nella seconda metà del mese, quando il sindaco Leonardo Domenici tornerà dalla sua missione in Giappone, a Tokyo e a Yokohama, organizzata per accompagnare il Maggio Musicale e incontrare alcuni operatori culturali allo scopo di promuovere Firenze. Nei giorni scorsi alla festa della Margherita di Caorle, dove ha partecipato ad un dibattito, il sindaco Domenici ha incontrato Francesco Rutelli, leader della Margherita e ministro della cultura. E con Rutelli ha parlato proprio dell'ipotesi Paolucci. A quanto pare il vicepremier non avrebbe frapposto ostacoli e si sarebbe anche preso il compito di parlare conl'ex ministro. Paolucci ad un passo dall'assessorato? Ci sarebbe una complicazione. La Margherita fiorentina avrebbe posto una condizione per l'ingresso di Paolucci: che non venga conteggiato in quota di partito. Che venga nominato assessore per le sue competenze di storico dell'arte e per la sua esperienza maturata nella sua lunga carriera di soprintendente e nel suo biennio da ministro, visto che è stato a capo dei beni culturali dal 1995 fino a metà '96 nel governo tecnico di Dini. Ma che non sia considerato un assessore Margherita. Una condizione che, se applicata, porterebbe i rutelliani a rivendicare un altro assessore, qualora Domenici mettesse fuori il responsabile delle attività produttive Silvano Gori, esponente rutelliano. Teorema del rimpasto sarebbe del resto il cambio di due assessori: un diessino, cioè Siliani, che verrebbe sostituito con il segretario dei Ds Manuele Auzzi, e un rutelliano Gori appunto. E se la Margherita tenesse duro sulla quota tecnica di Paolucci, Domenici dovrebbe in teoria nominare, a meno di non alterare gli equilibri, un altro esponente rutelliano. Un vincolo che né Domenici né i Ds intendono accettare. Al punto da sospendere ogni trattativa in attesa di capire cosa intende fare la Margherita, scossa in questi giorni da manovre di riassetto interno: quella che si prepara per il segretario provinciale Nicola Danti, destinato ad essere disarcionato, e quella del capogruppo comunale Nicola Perini, ormai in bilico. Di fronte ad una linea dura della Margherita, Domenici potrebbe rispondere con la nomina di Paolucci e con una modifica delle deleghe di giunta che consegni a Gori non più l'economia ma responsabilità secondarie. Il sindaco, che lunedì scorso si è incontrato anche con il presidente della giunta regionale Claudio Martini, sarebbe del resto deciso a riassestare la squadra di governo a tempi brevi. Prima in ogni caso del rimpasto atteso in Regione, che Martini progetta di fare a gennaio dopo il voto sul bilancio 2007, nel tentativo di giocare l'ultima carta con Rifondazione.
Paolucci assessore alla cultura?
Il soprintendente per il polo museale fiorentino Antonio Paolucci lascerà i suoi incarichi di dirigente ministeriale all'assessorato comunale alla cultura. L'ipotesi è che Paolucci venga nominato assessore, ma la Margherita fiorentina ha postato una condizione: non essere conteggiato in quota di partito. Il sindaco Leonardo Domenici ha incontrato Francesco Rutelli, leader della Margherita, e ha parlato dell'ipotesi Paolucci. Se la Margherita tenesse duro sulla quota tecnica di Paolucci, Domenici potrebbe nominare un altro esponente rutelliano. La Margherita è scossa da manovre di riassetto interno, mentre Domenici è deciso a riassestare la squadra di governo a tempi brevi.
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