La «spedizione» dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci e la recente nomina di Cristina Acidini nella commissione prestiti delle opere d'arte, volute entrambi dal ministro Francesco Rutelli, diventano oggetto di due interrogazioni presentate dal senatore Paolo Amato di Forza Italia. Anzi, a voler esser precisi per la trasferta del dipinto leonardesco a Tokyo, è la seconda volta che il senatore forzista interpella il ministro: era già accaduto lo scorso 20 luglio, ma Rutelli non aveva risposto direttamente. L'aveva fatto sulle pagine web del sito della Margherita dove dichiarava di aver conferito personalmente con il soprintendente speciale per il Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, per autorizzare il trasferimento del celebre quadro, per altro mai uscito dagli Uffizi. Rutelli aveva anche aggiunto che si trattava di «una decisione concordata con il soprintendente». Da allora si sono susseguiti vari interventi in cui da più parti valenti storici dell'arte e critici si erano opposti all'invio dell'opera d'arte in Asia. II primo fu il direttore degli Uffìzi, Antonio Natali, che affermò di non essere stato minimamente interpellato sulla vicenda, ma di ritenere che esistono «opere d'arte che per la loro natura si autoescludono dal prestito». Poi parlò Vittorio Sgarbi il quale, pur con motivazioni diverse, si era detto contrario al prestito. Il 31 agosto, in un'intervista rilasciata a il Giornale della Toscana, il soprintendente Paolucci svelò alcuni retroscena che fanno da premessa all'interrogazione di Amato: riguardo al prestito, disse, «la cosa è stata decisa direttamente dal Ministro. (...) Io non l'avrei prestata fosse dipeso da me. L'ambasciatore d'Italia in Giappone, Bova, ha trattato «fellamente e, scorrettamente devo dire, con Rutelli. Ha ottenuto il prestito e basta». «Proprio le dichiarazioni di Paolucci -ha detto Amato - hanno sollevato; un caso politico, prima di tutto sul piano del metodo. Un ambasciatore non può alzare il telefono e ordinare le opere d'atte come si trattasse di un supermercato. Quindi i politici, prima di assumersi responsabilità del genere, dovrebbero ascoltare i tecnici. Terzo: nella figura del ministro Rutelli insistono due interessi in evidente conflitto: da una parte infarti lui ha il dovere di tutelare e conservare le opere d'arte, dall'altra ha il compito di incrementare il turismo utilizzando tutte le risorse a disposizione». Per tutti questi motivi, Amato chiede al ministro Rutelli di tornare sui suoi passi e di impedire che l'Annunciazione lasci gli Uffizi, la cui direzione - curioso, ma vero - dei tanti enti coinvolti nell'operazione «spedizione a Tokyo», è l'unico fino a ora che non è mai stato interpellato. C'è poi la questione, altrettanto delicata, della Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure, Cristina Acidini, nominata membro della commissioni prestiti di opere d'arte. Premettendo che la storica dell'arte è in predicato di rivestire la carica di soprintendente del polo Museale Fiorentino, il senatore Amato chiede al ministro Rutelli se questi fosse a conoscenza che Acidini è membro del Consiglio di amministrazione della «Fondazione Palazzo Strozzi». Secondo il senatore azzurro l'appartenenza alla commissione (che dovrebbe dettare le linee guida del prestito delle opere) è in aperto conflitto d'interesse con il ruolo di consigliere nella Fondazióne per la cultura di Firenze (che organizza mostre e quindi richiede le opere d'arte). «Se poi avvenisse realmente, come da più parti si sente dire, che Acidini prende il posto di Paolucci, la storia dell'arte sarebbe una e trina, cioè avrebbe un ruolo di primo piano anche tra coloro che le opere le prestarlo. In pratica si tratterebbe di un doppio conflitto di interesse. Nell'interrogazione, Amato chiede se il ministro Rutelli non ritenga che la commissione prestiti di opere d'arte «si sovrapponga alla valutazione tecnica dei direttori dei musei e dei soprintendenti, rischiando di generare conflittualità di merito e di competenza all'interno dell'amministrazione». Amato si è detto poi preoccupato che uno dei massimi difensori del concetto di tutela e conservazione delle opere d'arte, come Cristina Acidini, in un'intervista rilasciata a il Giornale della Toscana, si dica disposta a prendere in esame richieste di prestito di beni di altissimo valore, per il solo fatto che a desiderarli fosse il presidente degli Stati Uniti, Bush. «Sul mio filoamericanismo - ha detto Amato - credo ci siano pochi, dubbi. Ma se il presidente mi chiedesse di prestargli la Primavera di Botticelli o il Tondo Doni, senza esitazione gli risponderei cortesemente di no».
Acidini e Annunciazione, i casi finiscono in Senato Interrogazioni di Amato
Il senatore Paolo Amato di Forza Italia ha presentato due interrogazioni al ministro Francesco Rutelli su due questioni legate alla spedizione dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci a Tokyo. La prima questione riguarda la nomina di Cristina Acidini nella commissione prestiti delle opere d'arte, voluta dal ministro Rutelli. Amato chiede al ministro se fosse a conoscenza dell'appartenenza di Acidini al Consiglio di amministrazione della Fondazione Palazzo Strozzi e se ritenga che la commissione prestiti si sovrapponga alla valutazione tecnica dei direttori dei musei e dei soprintendenti.
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