"Non sarà un consulente", ma per il senatore bibliofilo è pronto il ruolo di suggeritore NON sarà una consulenza, premette: «Perché Marcello è un amico e non posso certo pagarlo». Ma Gianfranco Miccichè garantisce che nella gestione della nuova Assemblea da lui vagheggiata ci sarà anche l'imprinting di Dell'Utri. L'ex numero uno di Publitalia è il gran suggeritore, neanche tanto occulto, dell'operazione rilancio della biblioteca, annunciata dal neopresidente dell'Ars in pieno agosto, durante la cerimonia del ventaglio: «Ho visto le Gazzette ufficiali ben rilegate, ma i libri del '500, i testi antichi sono abbandonati, ammucchiati qua e là e non so se l'inventario di questi volumi, compilato a mano, sia aggiornato». E sulla strategia per valorizzare il grande patrimonio culturale custodito all'Ars, Miccichè ha già interpellato più volte il bibliofilo Dell'Utri. Che sarà a Palazzo dei Normanni giovedì prossimo, per valutare di persona lo stato di conservazione di tomi e libri d'epoca. «In questa materia Marcello è un'autorità, basti pensare al suo ruolo di presidente della fondazione biblioteca di via del Senato, a Milano», afferma Miccichè, che ha allo studio un progetto che prevede non solo l'arricchimento dell'attuale biblioteca dell'Ars, ma anche il suo trasferimento nei locali del Palazzo ex ministeri, se e quando sarà restaurato. Quale migliore occasione, per l'ex ministro, per rinsaldare il filo di un rapporto, quello con il suo padre professionale e politico, che ha vissuto negli anni fasi alterne? Dell'Utri, a margine della prima udienza d'appello del processo che lo vede imputato di concorso esterno in associazione mafioso, dichiarò a fine giugno tutto l'affetto per il "suo" Gianfranco: «È sempre nel mio cuore e so che può fare buone cose come presidente dell'Ars. Soprattutto se lo aiutano...». E ad aiutarlo ci sarà anche lui, il senatore che portò Miccichè in Publitalia e lo volle nel '94 al timone del neonato partito azzurro in Sicilia. Sarà, forse, un'occasione anche per lo stesso Dell'Utri, che dopo un paio di manifestazioni pubbliche fra l'inverno e la primavera scorsi, non si è più fatto vedere in o ccasioni ufficiali a Palermo. Il suo circolo culturale, che conta una cinquantina di iscritti, è senza guida, dopo che l'avvocato Angelo Cuva si è fatto da parte «per motivi professionali». E uno dei suoi uomini di fiducia all'Ars, Giuseppe Catania, è in posizione defilata dopo lo smacco dell'esclusione dal "listino" di Cuffaro, avvenuta quando già in città c'erano centinaia di manifesti con il suo nome e la sua faccia. Rimane Salvo Fleres fra i dellutrìani di ferro in Parlamento regionale, e non a caso il deputato catanese da qualche tempo ha ri allacciato i rapporti con Miccichè. Marcello, insomma, ricomincia da Gianfranco. O il contrario, fate voi.
Miccichè chiama Dell'Utri a Palazzo "Tocca a lui rilanciare la biblioteca"
Il senatore Gianfranco Miccichè ha dichiarato che il suo amico Marcello Dell'Utri sarà un "suggeritore" nella gestione della nuova Assemblea dell'Ars, anziché un consulente. Miccichè ha affermato che Dell'Utri è un'autorità in materia di libri e testi antichi e che sarà coinvolto nella valutazione dello stato di conservazione di tomi e libri d'epoca. Dell'Utri, a sua volta, ha espresso il suo affetto per Miccichè e ha dichiarato che può fare buone cose come presidente dell'Ars. Miccichè ha anche menzionato che Dell'Utri potrebbe essere coinvolto nella gestione del Palazzo dei Normanni, se e quando sarà restaurato.
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