Come ti riqualifico e come ti faccio diventare "una manciata di uomini" professionisti della tutela a tecnici esperti subacquei. La vera storia di un gruppo di "uomini veri". Affascinate e ambiguo il titolo di questo articolo sembra preso da qualche film di guerra stile saga americana, film che hanno avuto in anni non troppo lontani un successo straordinario riempiendo le sale cinematografiche italiane, nonché le migliaia di video televisioni delle nostre case. La solita storia della lotta contro il bene e il male, la liberazione di un popolo dagli oppressori, la sconfitta del nemico per la conquista della libertà e della democrazia. Scusate il paragone, tutto questo è per farvi capire che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in possesso della sua "Task Force" per debellare o almeno cercare di contenere i continui furti che vengono eseguiti ogni anno nel nostri mari. L'Iraq insegna. Seri professionisti questi "Ministeriali" nel loro campo: il reparto scientifico composto da archeologici e storici navali subacquei; il reparto tecnico (il nocciolo duro del "Battaglione") uomini rana addestrati per immergersi, in sintonia con la sicurezza, a profondità di riguardo veri e propri professionisti nel campo della tutela archeologica; il reparto restauro del legno e degli oggetti di bordo; gli storici delle arti e tradizioni marinaresche e molte altre professionalità. Scusatemi se voi pensate che io abbia esagerato nel raccontare tutto ciò, ma è sinceramente tutto vero; i nostri angeli custodi che proteggono i nostri mari e le nostre coste, il nostro patrimonio ambientale e archeologico marino esisto davvero e sono sparsi un po' dovunque sul nostro territorio italiano. Tra qualche settimana inizia anche per loro (finalmente) i corsi di specializzazione per essere riqualificati nella qualifica di assistente tecnico scientifico come specialisti nel campo del tutela del nostro patrimonio sommerso. I corsi organizzati dalla Soprintendenza Regionale della Liguria sono indirizzati verso l'apprendimento delle nuove tecnologie di immersione subacquee; aggiornamenti e informazione sulle normative specifiche e sulla strumentazione utilizzata nello svolgimento dell'attività professionale; informazione e aggiornamenti sull'organizzazione del lavoro e sulle varie professionalità operanti nel settore; informazione e aggiornamenti sulle innovazione tecnologiche e le tecniche relative all'attività professionale; tecniche e documentazioni di rilievo di dettaglio e speditive applicate all'archeologia subacquea. Da sempre l'archeologia italiana è in prima fila per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale; per quanto riguarda quello sommerso i nostri subacquei non hanno nulla da imparare dalle altre nazioni della Comunità Europea e internazionale. Le tecniche d'immersione subacquee, derivate da quelle dei nostri incursori della marina militare, sono state adattate e trasformate a Genova nei primi anni '50 da Duilio Mercante (detto metodo Mercante) insieme al comandante Luigi Ferraro nei corsi di addestramento per sommozzatori dei Vigili del Fuoco, applicato e perfezionato negli anni presso il Centro Subacqueo di Nervi e diffuso in tutto l'ambito nazionale. I nostri "uomini rana" sono figli di questo metodo di insegnamento professionale e di vita, uomini e patrimonio da non perdere e non dimenticare. Oggi i nostri tecnici e archeologi subacquei possono usufruire di mezzi altamente sofisticati, come sottomarini e particolari sonde, ma per rintracciare i tesori sommersi bisogna soprattutto saper ascoltare antiche leggende e racconti di mariani, saper osservare rocce e fondali, saper interpretare documenti e nomi.