Un «pezzo» di Bari alla mostra su Andrea Mantegna: si tratta della pala del pittore Bartolomeo Vivarini, che ieri è stata prelevata dalla Basilica di S. Nicola, dove è esposta nell'abside sinistro, in prossimità dell'organo. Martedì un camion e una ditta iperspecializzata in trasporti d'arte hanno prelevato il delicatissimo dipinto dalla Basilica per portarlo a Verona, al Palazzo della Gran Guardia che sarà una delle tre sedi (le altre sono Mantova e Padova) della grande esposizione su Mantegna che si apre il 16 settembre. Nessuna polemica è nata a Bari, così come invece è accaduto a Milano e Bergamo, sul «prestito» dell'opera. In pieno agosto, esplose una diatriba per il trasporto del «Cristo Morto» di Mantegna, richiesto da Vittorio Sgarbi (curatore della mostra) e negato dai vertici del Museo di Brera. In questo caso, la lite è stata poi composta dal ministro Rutelli e lo stesso botta e risposta è accaduto con la «Madonna con Bambino» che si trova invece alla «Carrara» di Bergamo, i cui responsabili si sono opposti al trasferimento. La pala di Bari, invece, dipinta nel 1476 ha avuto il via libera dopo una serie di garanzie di sicurezza. E, soprattutto, con una polizza da un milione di euro che vale come assicurazione sulla «vita» di uno dei più interessanti dipinti del grande artista veneziano, fratello minore di Antonio Vivarini, i cui dipinti oltre che alla Basilica di S. Nicola sono nella National Gallery di Londra o al Museo di Capodimonte di Napoli. In Basilica, al posto del dipinto dato in prestito, sarà messo un fac-simile e una nota indicherà che il dipinto si trova alla mostra indetta per il cinquecentenario della morte di Mantegna. A dare l'assenso al «viaggio» della pala sono stati i padri domenicani, il priore Padre Bova e Padre Gerardo Cioffari, di concerto con la Soprintendenza Psae e il Ministero dei Beni Culturali. «Abbiamo chiesto e ricevuto tutte le garanzie», sottolinea Padre Cioffari. Il sopralluogo è stato effettuato dalla dott. Rosanna Gnisci della Soprintendenza, la quale dopo aver valutato le condizioni dell'opera e spiegato tutte le prescrizioni per trasporto e imballaggio, ha dato il via libera. «Il Vivarini così torna nella sua terra e dialoga con le altre opere dipinte sotto l'influenza del Mantegna - aggiunge Rosanna Gnisci - e sarà un modo per apprezzare da vicino un'opera che in Basilica si trova in una posizione importante ma forse un po' troppo in alto». «Sarà una mostra importante - dice Padre Cioffari - forse una delle più grandi dell'ultimo decennio e ci sarà quindi un contributo artistico da parte della Basilica». E così il dipinto, una tempera su tavola, ha compiuto il suo lungo viaggio da Bari a Verona, in autostrada, viaggiando su un camion con il suo grande carico di storia artistica. 07092006 L'opera viaggia in camion. Garanzie di sicurezza