Gli esempi di Castagneto Carducci e Peccioli ANCHE in Toscana si può coniugare moderno sviluppo e salvaguardia dell'ambiente, beni entrambi irrinunciabili. Lo sostiene il sindaco di Castagneto Carducci, Fabio Tinti, che entra nell'ormai dilagante dibattito provocato dal «caso Monticchiello» suscitato da Asor Rosa, portando sul terreno della riflessione la vicenda degli interventi edilizia nella vicina Marina, frutto di una scelta che il primo cittadino definisce «sofferta, ma ponderata. Un intervento che ricostruisce Tinti ha visto la sua evoluzione nel corso degli ultimi 15-20 anni, il risultato di una previsione urbanistica che era inizialmente molto più consistente e che allora non teneva in giusta considerazione esigenze e criteri di sostenibilità, oggi irrinunciabili, e che è stato possibile rispettare al termine del confronto coi proprietari». Castagneto Carducci difende la scelta di Monticchiello, Peccioli vara bond per un casale MENTRE oggi il nuovo piano strutturale di Castagneto predilige e sollecita interventi che mirano al recupero e alla riqualificazione, ciò è quanto è stato possibile raggiungere sul ventennale caso di Marina ricorda il sindaco grazie alla «sinistra di quegli amministratori, di quegli uomini e donne, che negli anni 60-70 impedivano anche a Castagneto "scellerati" interventi di lottizzazione della pineta pensati per pochi "fortunati" a discapito di molti e di ciò che ci circonda. Noi siamo i figli di quella generazione di amministratori e non abbiamo certo bisogno di suggerimenti da parte di chi per opportunismo o per altri motivi tende ad esprimere sentenze, in assenza forse di una quadro di conoscenze completo, questo vale per tutti, a prescindere dal cognome che portano». Tinti attacca e il deputato senese dell'Ulivo Franco Ceccuzzi deride Asor Rosa. «Si racconta, tra il serio ed il faceto, che dopo l'articolo del professor Alberto Asor Rosa tutti i bambini di Monticchiello vogliono dormire con la luce accesa» dice Ceccuzzi. «Sì, perché hanno tutti paura di essere divorati, nel buio, dall'ecomostro che si aggira per le campagne della Valdorcia. I loro nonni, però, li rassicurano. Da queste parti gli ecomostri non sono mai esistiti. Noi, dicono i nonni, siamo stati contadini, braccianti, mezzadri ed abbiamo imparato a non toglierci il cappello davanti al padrone. E oggi non celo togliamo nemmeno davanti a certi professori che vorrebbero insegnarci a vivere». Ceccuzzi, che è anche segretario provinciale dei Ds senesi, critica i vertici della Regione. «Abbiamo visto di persona l'intervento incriminato e consigliamo vivamente di farlo a chiunque sia ancora intenzionato ad armarsi di carta e penna. Anche a chi ha già detto e scritto senza conoscere. Soprattutto al compagno Claudio Martini e al compagno Riccardo Conti, dai quali ci saremmo aspettati maggiore prudenzae rispetto». E mentre il partito dei Comunisti italiani invita la Regione e gli enti locali a «porre immediatamente rimedio alla lottizzazione selvaggia di Monticchiello», la Toscana fa notizia anche per esemplari operazioni di recupero che coniugano business, finanza e tutela ambientale. E' il caso di Peccioli, dove la società Belvedere, joint-venture pubblico-privata, ha emesso con successo bond per 60 milioni di euro per finanziarie il recupero di 900 ettari di ville e casolari tipici toscani. La notizia continua a far discutere in Italia e anche all'estero: in giugno le case sono state messe in vendita a Londra.