Mille visitatori al giorno all'Archeologico, 800 per Caravaggio al Pio Monte della Misericordia, 500 al Maschio Angioino, 40 per cento in più per le mostre di Palazzo Reale: sono i dati straordinari dell'estate dei musei napoletani, un incredibile successo dell'arte. Unico "parente povero", il Pan di via dei Mille, nello storico Palazzo Roccella, che in due anni e tre mostre ha realizzato una media di venti visitatori per volta. Ne è nato un dibattito. L'assessore alla Cultura Nicola Oddati ha convocato il comitato scientifico per decidere che cosafare dell'istituzione varata due anni fa dopo un'attesa trentennale. «Dovremo dotarla di un'autonomia perlomeno triennale», dice Oddati, che di fronte ai dati della biglietteria commenta: «Si è fatto quello che si è potuto, adesso cambia tutto». Si cerca un direttore da affiancare al dirigente amministrativo: «Giovane, capace di far crescere l'audience del museo», questo l'identikit. Novità anche per il caffè-bookshop: «Se non va, si cambia gestione. Farà anche presentazioni di libri e musica». E' PASSATO un anno dall'ultima riunione del comitato scientifico del Pan, il Palazzo delle arti di via dei Mille. Dopo un'estate non esaltante, l'assessore Nicola Oddati ha subito convocato la prima seduta dopo dodici mesi. Appena insediato con le sue tante deleghe nella giunta Iervolino bis, l'assessore alla Cultura succeduto a Rachele Furfaro ha creduto nel contenitore al punto da stabilire al suo interno il suo ufficio, come primo atto. L'altro ieri al tavolo con lui c'erano Nicola Spinosa, Antonella Basilico, Mimmo Jodice, Marmetta Piemie, Vitaliano Corbi, Angelo Trimarco, Goffredo Fofi, mentre con il consulente del Pan Lorand Hegyi si era incontrato in mattinata. Scopo dell'incontro era ri-tracciare le linee guida del Palazzo. «Ho voluto riassume Oddati che si discutesse fuori dalla retorica della missione del Pan e della sua identità. Sostengo che ovviamente non dev'essere un museo e non sarà né il figlio minore né quello povero del Madre. La sua funzione è di istituzione culturale, palazzo ai tutte le arti, non solo figurative ma anche del cinema, del teatro, della letteratura, della fotografia dal Novecento a Napoli. Dev'essere anche un centro di documentazione per far conoscere queste arti. La missione non è nuova, solo che per una serie di ragioni non siamo riusciti a farlo decollare. Questo avrà naturalmente delle ricadute pratiche e organizzative: la prima è che il Pan deve darsi una fondazione, anche solo con il Comune». Il problema non è dapoco: se la Regione non entra, si sa che il grosso di un eventuale budget resta fuori, come è stato in questi anni. Finoraperfare nnamostrasi è dovuto attendere ogni volta la delibera comunale. Dal dossier di bilancio risulta che per le tre mostre finora fatte al Pan è stato impegnato più del 70 per cento delle risorse disponibili per l'intera programmazione culturale e del centro di documentazione e nel 2005 addirittura il 90 per cento. L'ultima mostra, ancora in corso, è costata, dice Oddati, gli ultimi 190 mila euro usciti dalle casse ora vuote del Pan. Anche se una simile, sicuramente limitata cifra, nonpuò certo far competereilpa-lazzo napoletano delle arti con realtà consolidate dal numero di visitatori accettabile. Ciononostante, il contratto di consulenza di Hegyi (non poteva diventare dirigente comunale, per incompatibilità: è già dirigente dell'amministrazione francese, coordinando il museo di Saint-Etienne) scadrà a dicembre. «È una professionalità della quale intendiamo avvalerci ancora in futuro spiega Oddati ma abbiamo bisogno di figure che abbiano una certa continuità di lavoro, anche organizzativa. Occorre un direttore che abbia funzioni di direzione artistica ma anche manageriale, che sia in stretto collegamento con il direttore amministrativo Marina Vergiani, la quale resterà al suo posto». Un direttore con quale tipologia? «Una figura giovane ma che abbia fatto un'importante esperienza. Non abbiamo tanti soldi da offrirgli, ma valuteremo la qualità del progetto. Ho già un'idea, penso a qualcuno che abbia fatto crescere il numero di visitatori sulla base di un programma innovativo. Ma non dico nient'altro, verificherò con il sindaco». L'assessore esclude forme di fusione con l'altro museo del contemporaneo, il Madre con una eventuale nomina, ad esempio, del suo curatore Mario Codognato alla direzione del Pan. All'identikit - sui quale l'assessore dice di essersi sbilanciato anche troppo - potrebbe corrispondere piuttosto Gigiotto Del Vecchio, esperto di videoarte, curatore alla Biennale dei Giovani, di " Filmen" a Sant'Elmo e ora di "Vesuvius " in Cina. Lo statuto della fondazione è già pronto. Al tavolo del comitato scientifico, come sempre, l'at-tivissimo soprintendente Spinosa ha formulato proposte fino al 2010. Napoli è la città dell'occasione perduta. Speriamo non per due volte di seguito. L'ASSESSORE Nicola Oddati, assessore comunaiealla Cultura, vuole rilanciare il Pan definendone l'identità L'ESPERTO Nicola Spinosa è uno degli esperti consultati per discutere deila missione del palazzo delle arti