Sovrintendenti, bloccato il concorso delle polemiche E i promossi si ribellano. MILANO La si può definire la controrivolta degli aspiranti sovrintendenti «beffati» che segue il ricorso degli aspiranti sovrintendenti «bocciati» contro il ministero per i Beni culturali di Francesco Rutelli II 24 febbraio il ministero bandisce un concorso per 11 posti da sovrintendente. Il bando prevede tre scritti e un orale, ma nessuna valutazione per i libri scritti. La commissione è composta dal sovrintendente Antonio Paolucci e da due docenti universitari: Fabio Benzi e Silvia Danesi Squarzina. Si presentano 450 candidati e all'orale ne passano 48. Tra i bocciati ci sono nomi eccellenti: Vittorio Sgarbi, Rosella Vodret, la direttrice della Galleria Nazionale dell'Umbria Vittoria Garibaldi. Dopo l'esito degli scritti, Francesco Rutelli decide di promuovere la Garibaldi autonomamente a dirigente di prima fascia. A questo punto alcuni tra i «bocciati» presentano ricorso al Tar e le polemiche divampano sui giornali e tra i sindacati. Ieri nuovo colpo di scena. Gli ammessi all'orale ricevono dal ministero una raccomandata dove li si informa che il concorso è stato sospeso. Dal ministero parlano di «decisione di rinviare gli orali». Un successo per chi aveva contestato il concorso: «Si annulli del tutto il concorso e lo si rifaccia inserendo nel bando l'obbligo di valutare i libri», afferma Sgarbi. Di parere opposto gli ammessi all'orale. «E' grottesco afferma Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese di Roma . La commissione ha operato con correttezza. Ora il ministero potrà fare le nomine politiche che vuole. Ma anche noi ricorreremo. Secondo me il ministero ha sospeso il concorso perché ha intuito che il Tar non l'avrebbe sospeso. Stiamo inviando una lettera al ministro, scritta anche con Salvatore Settis», che del ministero è consulente. Nella lettera si parla di «compensazioni, sotto forma di promozione ad incarichi più elevati per non ammessi all'orale» e non «ci sembra giusto». E si ricorda che molti degli ammessi all'orale hanno «alle spalle una carriera quasi trentennale nel ministero e una mole di pubblicazioni». E si aggiunge, con ironia, che «nessun Gombrich e nessun Pope-Hennessy è stato escluso». Chiedono che il concorso venga «protetto» e le «regole rispettate». Proprio ieri, per altro, è stata insediata la Commissione incaricata di individuare criteri comuni per il prestito delle opere d'arte. Non sono mancate le critiche di Forza Italia con Martusciello e Paolo Amato, che ha chiesto al ministro di «ritirare la disponibilità d'inviare 1'" Annunciazione" di Leonardo a Tokio».