In attesa della decisione del Tar sulla prova scritta che ha sollevato polemiche. Gli è tutto da rifare, esclamerebbe il buon Gino Bartali se lo sapesse. 148 storici dell'arte che avevano superato lo scritto del concorso per 11 posti da soprintendenti, loro che hanno passato l'estate sui libri perché la prossima settimana dovevano affrontare l'orale, pare siano piuttosto innervositi. Con una mossa che ha stupito molti, il ministero per i Beni culturali ieri ha deciso di rinviare le prove orali dopo il ricorso al Tribunale amministrativo regionale presentato da sette studiosi bocciati allo scritto. I quali sono convinti che i temi (3 per ciascuno dei 150 ammessi) siano stati esaminati in tempi rapidi degni di Superman e, inoltre, che la valutazione dovesse tener conto dei titoli maturati sul campo e scientificamente. Il Tar non s'è pronunciato, comunque l'amministrazione del ministero ha raccolto il consiglio dell'avvocatura dello Stato (l'organismo che difende l'amministrazione pubblica statale), di rinviare l'orale. Perché la decisione ha preso tutti in contropiede? Perché i ricorsi, ai concorsi, sono frequenti. E poi, a pochi giorni dalle prove... Evidentemente i rilievi dei bocciati fanno temere. Chi ha ragione lo dovrà dire il Tar. Il guaio è che il rinvio s'incastra in una situazione complicata. Di concorsi non se ne facevano da tempo immemore e perderne anche uno è un pasticcio, le soprintendenze boccheggiano, molte sono rette da soprintendenti di territori vicini che delegano ad altri funzionali (per inciso: gli «interim » dei direttori regionali ad agosto sono scaduti per obbligo di legge non rinviabile, non perché così voleva il dicastero) e, calcola Libero Rossi della Cgil, peggio sarà: il prossimo anno stima che ben «145 istituti su 272» non avranno il loro titolare ufficiale. E sappiate poi che la squadra dei nuovi 11 soprintendenti titolari, anche superando le prove adesso, sarebbe entrata in campo, tra burocrazia e un anno di corso da fare, più o meno il 1 gennaio 2008. In un ministero notoriamente in affanno, non nei suoi uffici centrali ma in quelli sparsi per l'Italia, «la situazione è insostenibile, non può reggere all'infinito» insiste Rossi. E ora che succede? «Spero si possa proseguire con il concorso - afferma Giuseppe Proietti, a oggi responsabile di tutti e quattro i dipartimenti del dicastero - o in caso di annullamento che si dia luogo a un alno concorso, ma comunque che lo si faccia in tempi rapidi». Lo sperano in tanti. Nel frattempo ieri si è insediata la commissione guidata da Andrea Emiliani che dovrà stabilire a quali criteri devono attenersi i musei per prestare, non prestare, quadri e sculture. Magari per evitare altre polemiche su dei poveri Cristi (morti).
BENI CULTURALI - Congelato il concorso del ministero per i soprintendenti
Il ministero per i Beni culturali ha deciso di rinviare le prove orali del concorso per i 11 posti di soprintendenti, dopo il ricorso al Tribunale amministrativo regionale presentato da sette studiosi bocciati allo scritto. I ricorrenti sostengono che i temi dell'esame sono stati esaminati troppo rapidamente e che la valutazione dovrebbe aver tenuto conto dei titoli maturati sul campo. Il Tar non ha ancora pronunciato, ma l'amministrazione del ministero ha deciso di rinviare l'orale. Questa decisione ha causato polemiche e preoccupazioni tra gli studiosi e i dirigenti del ministero.
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