Ppr inviato al ministero dei Beni Culturali CAGLIARI. Il testo definitivo del Piano Paesaggistico Regionale è stato inviato al ministero dei Beni Culturali che dovrà valutarne il contenuto e attuare le intese previste tra governo nazionale e quello regionale. In attesa dell'esito di questo confronto, c'è da segnalare che il varo del Ppr rappresenta l'atto finale della legge numero 8, meglio nota come la "salvacoste", uno dei punti-cardine del programma elettorale di Renato Soru e della maggioranza che l'ha sostenuto e vinto le elezioni. Rispetto al passato, la svolta è netta, vista la natura vincolistica dello strumento di pianificazione territoriale che sostituisce i 14 Piani bocciati dal Consiglio di Stato per difetto di tutela. E' un Ppr "conservativo" che impedisce di realizzare volumetria nelle aree dell'isola non compromesse dal cemento, e che consente di intervenire sul territorio solo per completare o riqualificare le cubature già esistenti nei centri urbani, attribuendo un premio del 25 per cento. Fissando un vincolo che può superare anche i cinque chilometri dal mare (mediamente si è sui 3 chilometri), il Ppr mette le coste della Sardegna al riparo dall'edificazione selvaggia, le valorizza come bene strategico dell'isola e fissa principi di tutela molto rigorosi anche nelle aree agricole, dove si potrà intervenire solo con un lotto minimo di tre ettari, a condizione che si dimostri che la costruzione sia effettivamente funzionale all'attività legata all'agricoltura. Assume una particolare importanza anche la "delega" conferita ai Comuni (su questo punto non sono mancati gli scontri in maggioranza), che ora si vedono costretti a dotarsi del Puc, all'interno del quale vanno previsti i piani particolareggiati per il recupero dei centri storici. Di rilievo, anche l'Intesa tra Regione, Province, e Comuni.
Vincoli e tutela: si rompe col passato
Il testo definitivo del Piano Paesaggistico Regionale (Ppr) è stato inviato al ministero dei Beni Culturali. Il Ppr rappresenta l'atto finale della legge "salvacoste" e sostituisce i 14 Piani bocciati dal Consiglio di Stato per difetto di tutela. Il Ppr è "conservativo" e impedisce di realizzare volumetria nelle aree non compromesse dal cemento, consentendo di intervenire solo per completare o riqualificare le cubature esistenti nei centri urbani. Il Ppr mette le coste della Sardegna al riparo dall'edificazione selvaggia e fissa principi di tutela rigorosi anche nelle aree agricole.
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