L'appello del parroco per trovare i fondi necessari al completamento del restauro Don Antonio Patassi: "Stiamo recuperando un pezzo di arte e fede" FABRIANO - Ha bussato alla porta di enti ed istituzioni, riuscendo così a racimolare la metà dei fondi necessari alla restauro di affreschi e manufatti lignei. Ora don Antonio Patassi, parroco di Collamato, si rivolge direttamente alla popolazione e lancia l'idea di una sottoscrizione per ottenere i 25 mila euro necessari al completamento dell'intervento che è già stato autorizzato dalla soprintendenza per il Patrimonio storico di Urbino. Tecnici e restauratori sono già entrati in azione nella chiesa di San Verecondo, l'edificio di culto che risale al 1123 e che ancora pulsa di tradizione e fede. Un rapporto particolare lega la chiesa, che è stata consolidata grazie ai fondi della ricostruzione post-terremoto, alla comunità di Paterno. L'edificio può contare anche sulla disponibilità di un'attrezzata foresteria. La chiesa si riempie di fedeli in occasione della festa che si svolge il primo maggio, ma all'interno capita spesso di incontrare devoti o visitatori, a riprova dell'importanza dell'edificio di culto. "L'idea di restaurare affreschi e manufatti lignei - riferisce don Patassi - risale ad un paio di anni fa. Da allora abbiamo redatto il preventivo, ottenuto l'autorizzazione della Soprintendenza e incaricato il restauratore Osvaldo Pieramici, un esperto del settore che sta già lavorando per il recupero delle opere conservate nella chiesa di San Verecondo". E' partita una sorta di colletta per consentire alla parrocchia di racimolare i fondi necessari al completamento dell'intervento di restauro. La provincia di Ancona ha già concesso un contributo pari a circa 6.000 euro, mentre dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana è arrivata una donazione pari a 5.000 euro. Quindi, i contributi e le donazioni da parte di privati ed aziende. Ma molto resta da fare. Don Antonio ne è consapevole, ma di sicuro non è disposto ad arrendersi, consapevole com'è dell'importanza della chiesa che prima del terremoto rischiava di cadere a pezzi. "Si tratta di un intervento particolarmente importante - incalza il parroco - anche perchè finalizzato al recupero di un pezzo di storia che risale al '500". La chiesa di San Verecondo sorge sulla cresta del monte che sovrasta il paese. La prima menzione si ricava da un documento del 1123. Come quella parrocchiale di Santa Maria Assunta, dipendeva dal monastero benedettino di San Verecondo de Spissis di Gubbio e probabilmente eretta da quegli stessi monaci. Nel 1286 si ritrova dipendente da Montefano. Da un documento del 1364, la chiesa e l'annesso romitorio risultano abitati da suore. Poi, nel 1448, il passaggio al capitolo di San Venanzo. Nella prima metà del secolo scorso la chiesa fu ricostruita quasi del tutto. Le coraggiose donne di Paterno trasportarono tutta la pietra necessaria prelevandola da una cava poco distante.
FABRIANO - Affreschi da salvare a Paterno
Don Antonio Patassi, parroco di Collamato, ha lanciato un appello per trovare i fondi necessari al completamento del restauro della chiesa di San Verecondo. La chiesa, costruita nel 1123, è stata restaurata e consolidata grazie ai fondi della ricostruzione post-terremoto. Tuttavia, il restauro è ancora incompleto e la parrocchia ha bisogno di ulteriori fondi per completare l'intervento. La provincia di Ancona ha già concesso un contributo di 6.000 euro, mentre la Fondazione della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana ha donato 5.000 euro. Don Patassi ha lanciato l'idea di una sottoscrizione per ottenere i 25.
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