Poche iniziative e ritardi nell'allestimento della pinacoteca, studiosi ed esperti sollecitano la giunta FABRIANO - Il dibattito sulla cultura infiamma la città. Oltre ad aver portato a Fabriano ben più di 90.000 visitatori, la mostra sul Gentile ha avuto anche il merito di risvegliare i fabrianesi (o, almeno, molti di essi) da un torpore che li ha caratterizzati negativamente per troppo tempo. Già, perché è proprio dalla chiusura della rassegna internazionale d'arte dedicata al grande maestro del tardo gotico e ad altri suoi colleghi dell'epoca che si è scatenata una vivace discussione sulla cultura; discussione quanto mai opportuna che investe un settore che in futuro potrebbe rivelarsi di straordinaria importanza per la città e il suo vasto comprensorio. E il dibattito, a tratti perfino piuttosto acceso, che sta contraddistinguendo quest'ultimo scorcio dell'estate affronta l'argomento cultura a tutto tondo: dall'immobilismo (o presunto tale) post mostra all'utilizzo dei vari plessi storici e artistici, fino alla questione della pinacoteca civica, adesso come non mai al centro dell'attenzione. Ad aprire le danze era stato il segretario dei Democratici di sinistra, Sandro Giorgetti, da sempre impegnato su queste problematiche, il quale aveva tenuto a sottolineare, fra l'altro, che "la cultura non è soltanto organizzare e gestire, ma soprattutto valorizzare l'esistente e tutelare i beni culturali nell'ambito di una politica di progetto che impone delle scelte durature". Il riferimento era, in primis, alla biblioteca e alla pinacoteca, ritenuti "contenitori vuoti, privi sia di figure tecniche adeguate, sia di una guida politica adeguata". Le repliche non si erano fatte attendere. Oltre a Società civile, che ha difeso l'operato dell'assessore alla Cultura Paolo Paladini, il critico d'arte Giampiero Donnini aveva invitato ironicamente lo stesso Giorgetti ("un personaggio coinvolto da tanti anni nella gestione della politica cittadina") a mettersi davanti ad uno specchio e a chiedersi come sia potuto accadere che la biblioteca fabrianese è l'unica delle Marche a non essere informatizzata e che la pinacoteca esiste solo sulla carta. Critiche a Paladini giungono da Andrea Carancini, il quale tuttavia le estende al sindaco Roberto Sorci, "quanto meno corresponsabile dell'attuale situazione di degrado. Per altro, va precisato che un progetto per la pinacoteca civica era stato redatto nel 2001 da mio padre, l'architetto Alessandro Carancini, salvo essere poi 'impallinato' dall'assessore Paladini nel disinteresse generale". Per lo scrittore Alessandro Moscè, non tutte le colpe vanno addossate a Paladini. "Il sindaco Sorci - osserva Moscè - ha individuato e inserito in organico un dirigente comunale che presiede ai servizi culturali. Ebbene, a tutt'oggi non è stato progettato né tanto meno attuato nessun percorso serio e lungimirante per porre rimedio a una carenza decennale della città". E' intervenuto spesso nel dibattito pure il professor Galliano Crinella, segretario del centro studi Riganelli, secondo il quale "nei prossimi anni a Fabriano si dovrà lavorare di più attorno ad una riorganizzazione dei beni culturali, a partire dalla pinacoteca, per inserirli in un piano di valorizzazione del cosiddetto distretto culturale fabrianese".
FABRIANO - Il nulla dopo la mostra, monta la polemica
La mostra sul Gentile ha portato a Fabriano oltre 90.000 visitatori e ha risvegliato i fabrianesi da un torpore. La discussione sulla cultura ha investito un settore che potrebbe rivelarsi di straordinaria importanza per la città e il suo comprensorio. Il dibattito affronta l'immobilismo post mostra, l'utilizzo dei plessi storici e artistici, e la pinacoteca civica. Il segretario dei Democratici di sinistra, Sandro Giorgetti, ha sottolineato l'importanza di valorizzare l'esistente e tutelare i beni culturali.
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