Sciacca: campi da golf, suite e centro congressi vista mare. Senza autorizzazione Un affare da 113 milioni: sbancate già decine di ettari in zona di interesse comunitario, ora i lavori sono stati bloccati. Ma Totò Cuffaro oggi tenta il blitz... Le buche del campo da golf sono rimaste senza pallina. E senza pallina la roulette del green non può girare. Il casinò chiude. Il ballo finisce. Per questo nella riunione di stamane ci saranno fior di giocatori, disposti a tutto pur di non perdere i 113 milioni di euro sul tappeto che ormai solo la politica può sbloccare. 113 milioni che valgono un maxialbergo con 40 suites e 500 posti letto, tre campi da golf, un centro benessere e un centro congressi. Poi, dietro l'angolo, il solito piano di lottizzazione per centinaia di villette. Ma l'ingranaggio dell'ennesimo faraonico investimento nell'Isola del Sole, benedetto sia dal governatore della Regione Totò Cuffaro che dal presidente del Parlamento dell'Isola Gianfranco Miccichè, già viceministro nel governo Berlusconi, quest'estate si è inceppato per un piccolo sassolino lanciato dai soliti ambientalisti. Un sassolino che in poco tempo, sotto la regia del vicepresidente siciliano di Legambiente Angelo Dimarca, spalleggiato dal responsabile del Cai Gianni Mento, si è trasformato in una valanga che ha finito con lo scoperchiare ogni cosa. Ed è saltato fuori che il meraviglioso golf resort di Sciacca (Agrigento) che sta realizzando la Sir Rocco Forte è fuorilegge: niente permessi, niente Via (Valutazione impatto ambientale) e nemmeno Valutazione d'incidenza - obbligatoria per i siti d'interesse comunitario - e, manco a dirlo, il territorio in questione è un Sic (Sito d'interesse comunitario). Così si è bloccato tutto. E mentre anche la Procura della Repubblica sta mettendo il naso nella faccenda, la Regione, che coordina il comitato di vigilanza sul cosiddetto «contratto di localizzazione », tenterà, nella riunione di oggi, di trovare una via d'uscita. Perché Sir Rocco Forte ha già impegnato in questa faccenda 48 milioni di euro. Una faccenda assai intricata per un progetto faraonico che dell' ambiente se ne infischia: centinaia di ettari di terra hanno già cambiato aspetto, il paesaggio è stato stravolto e la vegetazione alla foce del fiume Verdura distrutta. Una faccenda iniziata tre anni addietro, quando Micciché presentò, assieme all'amministratore delegato di Sviluppo Italia (società a totale partecipazione del ministero dell'Economia), il programma per lo sviluppo turistico nel Mezzogiorno. Una torta da 770 milioni di euro da dividere fra Puglia, Calabria e Sicilia. Alla Sicilia toccò una fetta da 236 milioni per due investimenti previsti: uno è proprio quello del resort di Sciacca in appalto al gruppo Sir Rocco Forte, che alla fine sarebbe risultato il più grande investimento disposto da Sviluppo Italia nel Mezzogiorno. Un investimento cui non ha mancato di partecipare la Regione Siciliana, che con una mano ha prontamentesganciato15milioni di euro e con l'altra ha spinto sull'acceleratore per superare ogni ostacolo, con una lettera di Cuffaro al Parlamanto: «Si allegano gli atti e si rappresenta l'urgenza». Così il gruppo Sir Rocco Forte può portare a termine il progetto con un investimento di 48milioni di euro che sommati a quelli della Regione e di Sviluppo Italia fanno 113 milioni di euro. Anche i terreni del business sono pronti e una gran parte di questi viene venduta (4 milioni e400mila euro) al gruppo Sir Rocco Forte dalla famiglia Merra: Roberto, già componente del consiglio di amministrazione della vini Corvo, il fratello Giuseppe, la figlia Alessandra e l'altra figlia, Elena, moglie di Gianfranco Miccichè Tutto il progetto poi ottiene il via libera con una sorta di comodissimo silenzio-assenso dalla Commissione Ambiente presieduta da un forzista, quell'Antonio Beninati che sarà anche il promotore della norma per costruire gli hotel alle Isole Eolie e per cui l'Unesco minaccerà di depennare le sette isolette dalla prestigiosa lista di beni «Patrimonio dell' umanità». Ma questa è un'altra storia
I lavori per il golf resort di Sciacca (Agrigento). Il resort della Sir Rocco Forte non ha avuto la valutazione di impatto ambientale. E si vede...
Il progetto di costruzione di un resort di golf a Sciacca (Agrigento) da parte del gruppo Sir Rocco Forte è stato bloccato a causa di una valanga di opposizione ambientalista. Il progetto, che prevede l'investimento di 113 milioni di euro, è stato iniziato tre anni fa e prevede la costruzione di tre campi da golf, un centro benessere e un centro congressi. Tuttavia, la Regione Siciliana ha bloccato i lavori a causa di una mancanza di autorizzazione ambientale e di una valutazione d'incidenza. La Regione ha anche richiesto il ritiro di 48 milioni di euro investiti dal gruppo Sir Rocco Forte.
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