Mostre, conto alla rovescia Ruttelli all'inaugurazione In arrivo al Museo opere da tutto il mondo assicurate per 120 milioni di euro, pari a un valore di 647. Martedì la «vernice» e dal 16 settembre aperta l'esposizione in contemporanea con le rassegne di Verona e Mantova. Impegno di spesa per 1 milione 700 mila euro. LaBalbinot: «Meno di quanto costa agli altri. Prenotate 11 mila visite e saranno oltre 100 mila» Sale la febbre Mantegna, a pochi giorni dal via ai grandi eventi per celebrare il quinto centenario della morte del sommo artista del Rinascimento, nato nel 1431 a Isola di Carturo presso Piazzola sul Brenta. Padova costituisce naturalmente l'epicentro espositivo d'origine per documentare la vicenda del genio di Andrea, successivamente sviluppatosi a Verona e infine a Mantova. Nelle tre città, si apriranno in contemporanea le maggiori mostre in programma, che il pubblico potrà visitare da sabato 16 settembre. In precedenza, sono in calendario le «vernici» ufficiali delle tre principali esposizioni. Nella mattinata di martedì 12 a Padova, appuntamento alle 11.30 ai Musei Civici agli Eremitani, dove è allestita la mostra «Mantegna e Padova 1445-1460» curata da Alberta De Nicolo Salmazo, Davide Banzato e Anna Maria Spiazzi, il cui percorso è stato ideato dall'architetto Mario Botta. A seguire, l'incontro prevede la visita della restaurata cappella Ovetari nella chiesa degli Eremitani, i cui affreschi di Mantegna distrutti dal bombardamento degli alleati angloamericani nel marzo del 1944 sono stati virtualmente «ricostruiti» con un progetto promosso dalla Fondazione Cariparo e attuato dal Dipartimento di Fisica dell'Università di Padova (l'inaugurazione della «restituzione» della cappella Ovetari è in programma alle 19 di lunedì 11 settembre). Nel pomeriggio di martedì alle 14.30, sempre ai Musei agli Eremitani, presentazione in anteprima della mostra «Un Mantegna da scoprire: la Madonna della Tenerezza» con visione dell'opera inedita proveniente da una collezione privata, che sarà esposta a partire dal 30 settembre nel vicino Palazzo Zuckermann. Successivamente nello stesso pomeriggio di martedì 12 settembre, alle 16 «vernice» a Verona in Palazzo della Gran Guardia della mostra «Mantegna e le arti a Verona 1450-1500», che ruota attorno allo straordinario Trittico di San Zeno. Infine mercoledì 13 settembre, giornata di «vernici» a Mantova: la mattina alle 10.45 a Palazzo Te per la mostra «Mantegna e Mantova 1460-1506» e il pomeriggio alle 15.30 al Castello di San Giorgio per le mostre «Andrea Mantegna e i Gonzaga» e «La scultura al tempo di Andrea Mantegna». Tutte le manifestazioni del quinto centenario, che si svolgono sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, sono coordinate da un Comitato nazionale presieduto da Vittorio Sgarbi. Quanto alle iniziative padovane, il cui costo complessivo (comprese le attività collaterali alle esposizioni) si aggira su 1 milione e 700 mila euro («meno di quanto spendono Verona e Mantova» rileva l'assessore comunale alla cultura Monica Balbinot), sicuramente sarà il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali e del Turismo, Francesco Rutelli a inaugurare le manifestazioni, non è ancora definito in quale giorno. Ai Musei Civici fervono i lavori per l'allestimento della grande mostra, che oltre alle opere del periodo patavino di Mantegna ne comprendono numerose altre di artisti a lui vicini o comunque del suo tempo, provenienti da tutto il mondo. Oltre 70 i «pezzi» in esposizione, una decina dei quali giunti dal territorio padovano. Inestimabile il valore di questi capolavori, assicurati complessivamente per circa 120 milioni di euro pari a un valore assicurativo di 647 milioni. Il percorso espositivo disegnato da Mario Botta ha comportato la realizzazione di una nuova scala di accesso al piano superiore, collegata all'ingresso che è stato ripristinato dall'entrata a suo tempo ideata in corrispondenza del vituperato Avancorpo disegnato da Albini, mentre l'uscita dalla mostra avverrà dalla scala già esistente. In questi giorni sono arrivate, scortatissime, opere da lontano, prestate da istituzioni pubbliche e da privati: come, dalla National Gallery di Washington, una placchetta in bronzo dorato della scuola di Donatello, una Madonna con Bambino. Da Amburgo, due disegni entrambi con soggetto la morte di Orfeo, l'uno di Dürer e l'altro d'un maestro ferrarese. Da Monaco, un disegno di studio con centauri e fauni dell'ambito dello Squarcione. Di Mantegna è già collocato in esposizione l'affresco a lunetta con i santi Antonio e Bernardino del Museo della Basilica del Santo, dalla quale provengono pure le formelle in rilievo di Donatello che ne ornano l'altare maggiore. Non sarà facile visitare presto la mostra, tranne che per i previdenti oltre 11 mila che hanno già prenotato. Fino alla conclusione, il 14 gennaio 2007, si conta su un afflusso di almeno 100 mila persone.