Con Berlusconi non va certamente d'accordo. Ma almeno su un punto il governo riesce a soddisfare Ercole Toni, consigliere comunale dei Ds infaticabile «cancellatore» di scritte e disegni sui muri: il disegno di legge anti-grafomani allo studio del ministero dei Beni Culturali. Sanzioni più pesanti per i «vandali», divieti per la vendita di alcune bombolette spray, incentivi all'uso di pellicole protettive, campagne di sensibilizzazione. Proprio quello che Toni, anima di «Viveresicuri», va ripetendo da diversi anni. «Il ministero dei Beni Culturali sta per approvare un progetto di legge antigrafomani? Finalmente, può essere di grande aiuto, perché a poco servono i provvedimenti a livello locale senza un intervento nazionale. Ed è urgente far qualcosa per frenare il degrado delle nostre città». Da quando è in pensione, Ercole Toni con la sua associazione 'Viveresicuri' si batte con ancor maggiore energia alla lotta a quelli che chiama i «vandali». Persone che non raggruppa tutte in un'unica categoria. Ci sono, a suo parere, diversi gradi di responsabilità: «Ci sono quelli che effettivamente fanno bei disegni, ma non negli spazi adeguati. Poi ci sono quelli che scrivono slogan politici, oppure solo la loro sigla. C'è chi insulta, chi bestemmia e questi, francamente, sono i casi cui bisogna porre rimedio con maggior urgenza». In città come Milano e Roma si calcola che poco meno dell'80 degli edifici, tra pubblici e privati, sia intaccato da scritte, disegni e slogan, vergati perlopiù con la vernice spray colorata. Una vera e propria «piaga», che impone costi elevatissimi per gli interventi di recupero e ripulitura. A carico della collettività e dei privati. «Se a Modena il fenomeno non ha raggiunto finora le dimensioni delle grandi città italiane ed europee, credo di poter dire che il merito va alla nostra associazione, Viveresicuri, e a Meta. Noto con piacere che da qualche tempo anche i privati hanno iniziato a reagire, ricoprendo subito le scritte sulle loro proprietà». Sul provvedimento che sta per varare il governo, Toni si dice abbastanza d'accordo «anche se leggi, per la verità, ne esistono già. E' previsto addirittura l'arresto per chi imbratta i monumenti e muri di edifici entro le cinta storiche, ma chi l'ha mai fatto?» Toni non ha una disposizione d'animo garantista verso gli imbrattamuri: «Alle forze dell'ordine e ai vigilantes notturni chiedo un po' di collaborazione: loro che sono sempre in giro, possibile che non vedano mai un solo graffitaro? Eppure quelli 'lavorano' di notte...». Ma le prime a collaborare - dice Toni - dovrebbero essere le famiglie: «Possibile che non si chiedano cosa vanno a fare di notte? Qualcuno magari sarà anche orgoglioso, e penserà che il figlio sia una specie di artista. Invece è un vandalo». E' d'accordo, Toni, con la proposta di regolamentare in qualche modo la vendita delle bombolette spray che servono ai «writers», prodotti speciali che non si trovano nelle normali ferramenta. «Ci vorrebbe un registro per i minori - spiega Toni - e soprattutto limitare la vendita ai prodotti che si 'sciolgono' facilmente. Anche se i più dannosi sono i pennarelli, che penetrano a fondo nella pietra». Quanto alle sanzioni, più che a una multa Toni si dice d'accordo con l'idea del ministero di condannare al «ripianamento del danno». Come avviene in Inghilterra, dove chi è colto in flagrante a scrivere o dipingere sui muri è obbligato dal giudice a impegnarsi a ripulire la città. E l'entità della punizione è strettamente legata al contenuto del graffito: più è pesante e offensivo, più giorni di «lavori forzati» saranno assegnati al grafomane.