C'è ancora molto da fare sui contenitori FABRIANO - Essendo, in questi giorni, salito all'onore della cronaca il problema della cultura nella città di Fabriano, può essere utile una piccola chiosa, a partire proprio dal termine stesso. Quando usiamo il termine cultura, intesa come un settore di attività delle pubbliche istituzioni, non possiamo non caratterizzarlo in almeno due aspetti. Il primo riguarda le attività (culturali); il secondo, i beni (culturali). Rientrano nelle prime, le attività, tutto il vasto campo delle cosiddette manifestazioni, di cui il Comune di Fabriano non è stato sicuramente privo in questi ultimi anni, né in quantità e nemmeno direi in qualità, soprattutto se le raffrontiamo con quanto era stato fatto nei decenni precedenti. In questo risultato, che direi positivo, l'assessorato comunale alla Cultura è stato tuttavia fortemente coadiuvato dalle molteplici attività dell'associazionismo culturale, assai vivo e prolifico nella città. Meno positivo a me pare il lavoro fatto sui beni culturali, per i quali intendiamo il complesso delle strutture museali, archivistiche, bibliotecarie. E sono proprio queste ultime, più delle attività, a poter incidere sulle politiche di implementazione del turismo culturale, che infatti non sembra abbiano prodotto risultati di qualche rilievo. Ritengo che senza un buon livello di qualità e di funzionamento delle strutture museali è alquanto difficile sviluppare questo settore, anche a fini di un ritorno economico. Ma eventuali limiti nell'azione amministrativa non possono, in alcun modo, essere riportati all'impegno di funzionari o dipendenti comunali, i quali sono chiamati, secondo le norme, a tradurre sul piano operativo ed organizzativo le scelte operate dal livello politico, dagli amministratori comunali. Credo che nei prossimi anni, a Fabriano, si debba lavorare di più attorno ad una riorganizzazione dei beni culturali, a partire dalla pinacoteca civica "Bruno Molajoli", ed inserirli in un piano di valorizzazione del cosiddetto "distretto" culturale fabrianese, in vista delle interessanti sinergie che si possono determinare. Solo per esemplificare, si può richiamare il lavoro positivo che si è fatto in una realtà del comprensorio, e mi riferisco a Sassoferrato, ove si è costruita, negli anni, una rete di musei di ottimo livello, che attende di essere completata con la prossima apertura della Galleria d'arte moderna, per la quale sono state conservate, anche attraverso l'ormai storica mostra d'arte "G.B. Salvi", numerose e prestigiose opere pittoriche e scultoree. La valorizzazione del "distretto" culturale del comprensorio può entrare a pieno titolo nella definizione del piano strategico di cui si sta discutendo, con l'apertura dei tavoli di lavoro e la convocazione del forum pubblico, essendo prevista, in esso, una specifica area tematica riferita alle sinergie tra cultura e turismo, in un'ottica di sviluppo proprio di un'area vasta, più ampia dei confini municipali. Docente universitarioe segretario del centro don Riganelli