Rupestre e recupero. Scambio tra istituzioni lucane e iberiche Elaborare progetti di cooperazione internazionale per il recupero dell'habitat rupestre. È l'obiettivo che Ente Parco Murgia persegue con «MateraEspana», uno scambio tra istituzioni lucane e spagnole, sulla gestione dei beni culturali. Da venerdì sono nella città dei Sassi 47 fra delegati e rappresentanti di otto Comuni e cinque enti iberici, corrispondenti ai nostri Gal (Gruppi di azione locale) caratterizzati da un patrimonio rupestre di particolare pregio. «Uno dei nostri limiti - spiega il presidente di Ente Parco, Roberto Cifarelli - è trovare i partner quando vogliamo entrare nel merito di grandi progettazioni, concorrendo alla distribuzione di fondi comunitari. Sovente, la mancanza di interlocutori esteri ci penalizza: unendoci a chi gestisce siti rupestri in altre zone d'Europa, come la Spagna o la Francia, potremo tirar fuori progetti interessanti». Ad occuparsi delle progettazioni saranno, per l'Ente, i due Centri di educazione ambientale di Matera e Montescaglioso. «Auspichiamo anche la collaborazione di Gal Bradanica - annuncia Cifarelli - che punta molto su agricoltura e prodotti tipici, ma che in questo incontro con i "colleghi" spagnoli ha visto nella cultura un altro punto di forza della nostra terra». Nei quattro giorni di permanenza in città, gli ospiti spagnoli hanno effettuato diverse visite di studio sul territorio. Ieri, alla Scaletta, hanno partecipato ad un workshop aperto. «Scambiarsi le esperienza sul recupero e la gestione dei beni rupestri - afferma Cifarelli - è importante perché, nonostante noi siamo molto più "avanti" di loro, le problematiche sono molto simili. Subito dopo la partenza degli amici spagnoli, ci ripiegheremo a lavorare sui progetti, sul tema dello sviluppo rurale. Fra qualche mese, ricambieremo la visita recandoci in Andalusia, zona della Spagna dove sono concentrati i siti rupestri, e confronteremo le idee». Intanto, Ente Parco sta già lavorando ad un altro obiettivo: il riconoscimento, da parte della Regione Basilicata, dell'habitat rupestre come area da tutelare. «In Basilicata - conclude - ci sono molti comuni toccati dallo stesso problema: conservare il bene rupestre. Spesso usato per attività quotidiane, è sottovalutato ed esposto al degrado. Dalla Regione non pretendiamo fondi: un provvedimento che tuteli queste aree sarebbe già una conquista».