Ieri a Capalbio alcuni sindaci della Maremma, ambientalisti e intellettuali si sono riuniti in comitato per ribadire la propria contrarietà a un nuovo collegamento fra Rosignano e Civitavecchia. Vittorio Emiliani: «Meglio il vecchio progetto Anas di un'Aurelia a 4 corsie» ---------------------------------------------- Oggi il ministro Di Pietro è a Firenze per discutere d'infrastrutture, e ieri a Capalbio è nato il comitato Aurelia sicura subito. Il fronte di opposizione al Corridoio tirrenico cerca dunque di giocare fino in fondo le proprie carte perorando la causa dell'adeguamento a 4 corsie della statale Aurelia da Grosseto a Civitavecchia, secondo il progetto Anas del 2000. «Da tempo - ha esordito il sindaco di Capalbio Lucia Biagi, presentando il comitato il Comune sostiene la tesi della messa in sicurezza dell'Aurelia, anche per motivi ambientali ed economici. Il gap di sviluppo economico di Capalbio degli anni '60, si è trasformato oggi in una ricchezza e una risorsa. Il corridoio Tirrenico snaturerebbe Capalbio e danneggerebbe una quarantina di poderi e aziende agricole, smantellando un sistema economico basato sulla qualità ambientale». Parallelamente, Biagi ha sottolineato le ragioni della messa in sicurezza dell'Aurelia: «La gente continua purtroppo a morire su questa strada perché nel 2006 abbiamo un' Aurelia degna degli anni '40. Invece di promuovere progetti che cozzano con le esigenze dei cittadini, andrebbe portato a termine il progetto Anas del 2000». Del comitato fanno parte i Comuni di Capalbio, Manciano, Montalto di Castro eCellere, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Movimento ecologista e Comitatoper la bellezza. Vittorio Emiliani, del Comitato per la bellezza, ha tenuto a sottolineare come Aurelia sicura subito «non dice solo no, ma dice sì al progetto Anas. Il presidente Martini dice che costa quanto un'autostrada e che addirittura un'autostrada sarebbe meno costosa.Questo è quanto sostiene anche la Sat, e ovviamente non c'è conflitto d'interesse!». Anche Gianni Mattioli, del movimento Ecologista, chiama in causa la Società autostrade tirreniche: «Ho fatto un sogno: vedevo il mare, la costa, la ferrovia, l'autostrada adriatica.Mi sono svegliato di colpo, consapevole di aver avuto un brutto incubo. Caro sindaco, dovrebbe porre al presidente Martini un quesito: siamo tornati al modello di sviluppo degli anni '60? Inoltre, visto che a Firenze incontrerà il ministro Di Pietro, paladino della questione morale, perché non gli chiede come mai Bargone, da sottosegretario del governo Amato sosteneva la messa in sicurezza dell'Aurelia e oggi è il presidente della Sat?». Francesco Pancho Pardi, infatti, sottolinea che «colpisce la forzata priorità attribuita all'autostrada, a fronte di tempi geologici nell'esecuzione dei lavori. La Grosseto-Fano, ad esempio, sta andando avanti da trent'anni. L'enfasi posta sull'autostrada, inoltre, rafforza la logica delle infrastrutture a pagamento. Non vorrei mai vivere in un mondo in cui mi si dice: vuoi passare di qui? Paga!! ». «La proposta Anas - spiega Fulco Pratesi di Wwf Italia - è positiva in termini di raziocinio e sensibilità. Mettere in sicurezza l'Aurelia significa compiere un'opera santa». Alberto Asor Rosa ha messo in evidenza come questa battaglia «sia un caso raro in cui comuni, associazioni ambientaliste e popolazione stanno dalla stessa parte perché aggiungere devastazioni a devastazioni sarebbe catastrofico ». Intervenuti fra gli altri, anche il senatore Esterino Montino, Carlo Ripa di Meana,presidente di Italia Nostra, ed il vicesindaco Luigi Bellumori.
No all'autostrada tirrenica, subito l'Aurelia sicura
Ieri a Capalbio si è riunito un comitato di sindaci, ambientalisti e intellettuali per ribadire la contrarietà a un nuovo collegamento fra Rosignano e Civitavecchia. Il comitato sostiene la messa in sicurezza dell'Aurelia, secondo il progetto Anas del 2000, che prevede l'adeguamento a 4 corsie della statale Aurelia da Grosseto a Civitavecchia. Il Comune di Capalbio sostiene la tesi della messa in sicurezza dell'Aurelia, anche per motivi ambientali ed economici. Il comitato è composto da Comuni di Capalbio, Manciano, Montalto di Castro e Cellere, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Movimento ecologista e Comitatoper la bellezza.
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