Cara Unità, il caso Montichiello per qualche firma autorevole - vedi Emiliani su l'Unità qualche giorno fa - conferma solo quanto sia avventato riconoscere ai sindaci e ai comuni determinate competenze. Ed è questa l'imperdonabile colpa della legge toscana di cui si chiede l'immediato azzeramento. Rutelli e Pecoraro Scanio sono invitati pertanto a farsene carico alla svelta. Vuoi mettere quando le soprintendenze potevano esercitare maggiori poteri apponendo più vincoli e che ora invece sono state penalizzate per cedimento alle pretese regionaliste. La musica è vecchia e a lungo è stata suonata anche in tutte le salse per accusare i comuni come i nemici giurati e quindi i responsabili della mancata istituzione dei parchi e delle aree protette. Le cose anche per tanti ambientalisti poi piano piano sono fortunatamente cambiate ma per Emiliani che pure conosce i 'vandali' che hanno messo a soqquadro l'Italia sospetti -anzi colpevoli - restano sempre i comuni con tanta nostalgia ministeriale. Anche in Toscana evidentemente dove i vandali hanno certo scorrazzato molto meno grazie anche ai comuni. Ma detto questo va anche aggiunto che alcune risposte dell'assessore regionale toscano Conti rischiano di portare acqua a questo mulino. Dire vorrei ma non posso non aiuta molto a dipanare la matassa. Credo, infatti, abbiano ragione coloro che ricordano cosa stabilisce l'art 3 della cosiddetta supercinque. Trattandosi della legge sul governo del territorio essa guarda, infatti, prima ancora che all'urbanistica a quegli aspetti quali il paesaggio, richiamato oggi anche da una Convenzione europea. E visto che la Val d'Orcia è riconosciuta dall'Unesco, è Parco artistico e naturale il metro di misura non può essere ridotto a mera volumetria ancorché più che discutìbile. Qui è legittimo un sospetto. Non sarà che tutto questo prestigioso medagliere richiamato e messo in mostra ogni qualvolta fa comodo è piuttosto sterile dal punto di vista effettivo del 'governo del territorio'? Qui la domanda prima che al comune va posta alla regione. Le aree protette implicano strumenti di intervento e di gestione assai precisi ed incisivi come ben sappiamo. La Val d'Orcia pur con tutti questi titoli e riconoscimenti è una area in qualche modo protetta in via speciale o quei titoli sono cose buone tutt'al più per le sagre domenicali e gli articoli di giornali. Qui chi ha responsabilità regionali prima ancora che locali ha il dovere risposte chiare e precise. Renzo Moschini, Pisa