«Ma sul passato la Regione è impotente» «Dal 2007 stop agli ecomostri » Martini: senza risorse i Comuni hanno vissuto di edilizia FIRENZE. Mai più ecomostri come quelli - così numerosi - documentati nelle inchieste del "Tirreno". Mai più, assicura il presidente della Regione Claudio Martini: perché entro dicembre saranno operativi i nuovi strumenti urbanistici che la Regione si è data. Con i nuovi vincoli «un caso Monticchiello non sarebbe stato possibile». Per il passato però la Regione è impotente: «I miei legali mi dicono che non ci sono margini per intervenire», si difende Martini. Di ritorno dalle ferie trascorse tra Salisburgo e l'isola di Capraia, Martini si è ritrovato sul tavolo la "grana" di Monticchiello, l'insediamento urbanistico contro cui si espresso il furore polemico di Alberto Asor Rosa. Un caso che poi si è trasformato in dibattito suU'edilizia selvaggia in tutta la Toscana. Una grana che l'intervista al "Tirreno" dell'assessore ai trasporti e all'urbanistica Ric-cardo Conti avrebbe reso ancora più vistosa agli occhi del governatore, stando almeno ad alcune indiscrezioni. Per almeno due ragioni. Conti ha definito «uno schifo» l'insediamento di Monticchiello, e di fronte ad uno schifo, ha replicato Asor Rosa, non si può dire che la Regione non può fare nulla. Seconda ragione: Conti ha accusato Asor di predicare bene ma di razzolare male: «In Toscana ha due seconde case...». Una caduta di stile che non sembra molto piaciuta a Martini. «Non ci piace, però.....E così ieri il governatore ha preso in mano la patata bollente delle varie Monticchiello toscane. Ha confermato quanto già detto da Conti: la Regione non può farci nulla. E' stato però meno drastico nel giudizio sul complesso residenziale in costruzione a Monticchiello, in difesa del quale si erano spesi il presidente della provincia di Siena e il sindaco di Pienza, entrambi diessini: «Noi non condividiamo quell'opera - ha detto Martini - ma non possiamo farci niente. Possiamo solo rafforzare gli strumenti perché in futuro un caso Monticchiello non accada più». E al ministro per i Beni culturali Rutelli che ha chiesto gli atti dell'insediamento, Martini ha fatto sapere di essere disponibile a collaborare. Choc e dialogo. Ma è soprattutto su Asor Rosa e le critiche piovute in questi giorni sull'urbanistica toscana che il governatore ha voluto aprire ai critici: «La vicenda ha aperto una discussione utile. Possiamo cogliere questa opportunità per ripartire con un dibattito culturale, anche interno alla sinistra, sulla ecosostenibilità. Il caso di Monticchiello ha offerto un'utile occasione di riflessione, una sorta di choc positivo per approfondire i problemi della tutela e della sostenibilità urbanistica e gli strumenti più efficaci per scongiurare il ripetersi di simili interventi». «No al centralismo». Martini ha invece polemizzato con la proposta di restituire allo Stato o alla Regione le competenze urbanistiche per toglierle dalle mani dei comuni: ««Sarebbe sbagliato e ingiusto buttare la croce addosso ai Comuni, invocando un nuovo centralismo. Se la Toscana conserva ancora oggi la sue caratteristiche ambientali il merito è anche e soprattutto dei Comuni. Nell'ultimo decennio le previsioni dei piani urbanistici sono passati da 8 a 4 milioni di abitanti. Voglio mettere in guardia da facili scorciatoie e da tentazioni bonapartiste». Se i Comuni fanno cassa. Martini ha poi accennato a due cause possibili del degrado urbanistico. Intanto la politica dei Comuni: «Se le risorse che arrivano sono sempre meno, alcune amministrazioni vedono negli oneri di urbanizzazione entrate vitali». E, in secondo luogo, ha concluso Martini «c'è da considerare l'aumento della pressione nel settore edilizio con la crisi di altri comparti produttivi». Un'economia da anni in zona recessione ha trovato nello sviluppo edilizio una boccata di ossigeno. La Toscana produttiva è entrata in crisi mentre ha preso slancio, anche troppo, la rendita finanziaria e immobiliare.