Pubblichiamo una lettera aperta degli storici dell'arte della Puglia "sulle nomine esterne di dirigenti del MiBAC e sul contemporaneo svolgersi delle prove concorsuali a 11 posti di Soprintendente Storico dell'Arte". Si veda nella sezione "comunicati delle associazioni" la posizione di Assotecnici: http:www.patrimoniosos.itrsol.php?opgetcomunicatoid866 Lettera aperta L'animata discussione che nella settimana di ferragosto, e oltre, ha visto imperversare sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali le polemiche sulle nomine esterne di dirigenti del MiBAC e sul contemporaneo svolgersi delle prove concorsuali a 11 posti di Soprintendente Storico dell'Arte, ci impone di puntualizzare la nostra posizione sull'argomento. A fronte della situazione critica in cui versano le Soprintendenze, sottoposte a continui tagli di spesa - che inficiano l'azione di tutela -, in nome di una giusta politica di "risparmi" più volte invocata dallo stesso Governo, si è proceduto a nomine, particolarmente onerose, di "personale interno" all'Amministrazione attingendo alle quote previste per i contratti esterni, come nel recente caso del Direttore Regionale dell'Umbria, già nominata (ancora una volta con contratto esterno) Soprintendente PSAE dell'Umbria. Senza nulla togliere alle capacità professionali della collega in questione, ci sentiamo di dover riportare l'attenzione su fatti sostanziali che appaiono minare i basilari principi di correttezza e di trasparenza che pure dovrebbero improntare la gestione della "cosa" pubblica. I Fatti: IL CONCORSO Da più di 10 anni non veniva espletato un concorso per dirigente storico dell'arte nel Ministero, situazione analoga alle altre professionalità tecniche dello stesso, che ha tra l'altro determinato, su tutto il territorio nazionale, la copertura dei posti di dirigente con "reggenti" a costo zero per l'Amministrazione. Il concorso bandito ad 11 posti di Soprintendente Storico dell'Arte, è conforme alla Legge per il riordino della Dirigenza Statale emanata nella passata legislatura (D.Lgs del 30 marzo 2001, n. 165, così come modificato dalla L. 15 luglio 2002 n. 145 e dalla L. 29 luglio 2003, n. 229). Fra i requisiti di accesso al concorso, inoltre, non era neanche previsto il conseguimento del perfezionamento post laurea, ma veniva "solo" richiesto un anno di specializzazione, senza distinguo se con esami superati o frequenza o sola iscrizione. Si rammenta che nella Legge sulla dirigenza su citata, oltre a venir meno ogni qualsiasi forma di valutazione di "titoli", che ovviamente vanno a qualificare da un punto di vista professionale il candidato, è prevista per i Ministeri "tecnici" la possibilità di inserire una terza prova scritta, così come è stata la scelta del MiBAC per il concorso in narrativa. A fronte di più di 400 domande presentate e di circa 300 candidati ammessi, le prove concorsuali hanno visto la partecipazione di 150 fra interni all'Amministrazione ed esterni. Le tre prove sono state valutate a tempo di record dalla commissione esaminatrice suscitando non poche perplessità sulla valutazione degli elaborati. I 48 ammessi agli orali, e i non ammessi, hanno avuto tempestiva comunicazione scritta ma non è stata resa pubblica la graduatoria di valutazione delle prove. Questi i fatti relativi al Concorso. Da quanto su espresso può derivare un'unica considerazione quella, cioè, che secondo i principi Costituzionali le Leggi dello Stato hanno valore normativo per tutti ma, altresì, devono garantire a tutti regole certe. Non si tratta della difesa del Concorso in oggetto, che ha evidenziato non poche ombre, si tratta della richiesta legittima di garanzie concorsuali certe. E' per questo che appare "offensivo", e lesivo della dignità professionale, di chi alle regole si sottopone, una nomina "estiva" di chi questo concorso non lo ha superato nella fase preliminare agli orali e si vede "premiata" ad incarico superiore a quello per il quale concorreva. Si attende da anni un cambiamento di rotta nella amministrazione di questo Ministero e dell'intero Paese. L'accendersi della speranza di cambiamenti è stata fortemente mortificata. Come funzionari dello Stato ma, prima ancora, come cittadini non vogliamo più permettere che sia eluso il diritto di tutti a veder riconosciuti professionalità e meriti acquisiti, con criteri corretti e trasparenti. Gli Storici dell'Arte della Puglia
Lettera aperta degli storici dell'arte della Puglia
Gli storici dell'arte della Puglia hanno pubblicato una lettera aperta sulle nomine esterne di dirigenti del MiBAC e sul concorso per 11 posti di Soprintendente Storico dell'Arte. I nomini esterni sono stati assegnati con contratti esterni, anche se il concorso era stato bandito con regole precise. La lettera denuncia la mancanza di trasparenza e di correttezza nella gestione della cosa pubblica. I concorrenti hanno presentato oltre 400 domande e 300 candidati sono stati ammessi, ma solo 150 hanno partecipato alle prove concorsuali. La graduatoria di valutazione delle prove non è stata resa pubblica.
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