Se uno si mette a parlare di «balletto dei soprintendenti » e non è uso al linguaggio giornalistico magari fantastica chissà quali ritrovi e appuntamenti. Invece si parla del patrimonio artistico, architettonico e archeologico, di storici dell'arte bocciati che fanno ricorso, di soprintendenti costretti a tenere il piede in due o più staffe, di una situazione complicata che sta generando insoddisfazioni e proteste e più d'una motivata. Cominciamo dal concorso per 11 soprintendenti - storici dell'arte, quello diventato famoso perché l'assessore alla cultura di Milano Vittorio Sgarbi non vi era stato accolto per aver sbagliato la domanda di ammissione. Le prove orali sono la prossima settimana. Un concorso benemerito, da 10 anni non se ne bandiva uno, necessario a tamponare la carenza di dirigenti per l'Italia mentre a Roma abbondano: anche perché troppi posti sono tenuti da «reggenti», ovvero funzionari che fanno le veci del soprintendente ma non possono fare tutto, non possono ad esempio firmare i contratti con imprese per lavori appaltati. Facciamo un passo indietro: le prove scritte erano a giugno, 400 hanno fatto domanda, 300 gli ammessi, 150 hanno partecipato svolgendo tre temi ciascuno. Risultato: 450 elaborati. Promossi: 48. Dei bocciati sette alti funzionari «interni con contratti da esterni» (un obbrobrio ereditato dalla precedente gestione) che facevano da soprintendenti hanno presentato ricorso al Tar e chiesto una sospensiva. Contestano due fatti: primo, giudicano i tempi di correzione dei temi (450 in una settimana) troppo frettolosi e superficiali; secondo, considerano assurdo un concorso che non tenga conto dei titoli scientifici e quelli di servizio, ovvero dell'esperienza maturata sul campo. Tra loro è di provata esperienza Rossella Vodret, responsabile del territorio calabrese, una piena di iniziative, studiosa del '600 e '700. E un gruppo di storici dell'arte della Puglia ha scritto una lettera aperta a Rutelli con contestazioni analoghe . Ad esempio scrivono: «Le tre prove valutate a tempo di record dalla commissione suscitano non poche perplessità sulla valutazione». Esigono garanzie certe e uguali per tutti. Ma non sono sicuri che così sia andata. Questo malessere matura in un quadro di sofferenza diffusa, almeno lontano dalla capitale. È un frutto della gestione quinquennale prima di Urbani e poi Buttiglione, certo, ma Rutelli finora non l'ha mitigata molto. Tanti segnali convergono. Perché molti di quelli che tirano la barca sono in affanno. Pensate che Bulian, soprintendente ai monumenti e al paesaggio di Siena e Grosseto (territorio bellissimo e ricco,qui batte il controverso caso del progetto edilizio di Monticchiello in Val d'Orcia) da oggi deve occuparsi anche di un altro territorio che non oserete certo definire povero di monumenti e paesaggio: quello di Firenze, Prato e Pistoia. Infatti Paola Grifoni, «reggente» da due anni, come tutti gli altri «reggenti» non può più «reggere» la baracca. I ministeri della Funzione pubblica e dei beni culturali hanno infatti constatato che non si può andare avanti con questo regime dove, come diceva Stajano, niente è più definitivo del provvisorio. Come Bulian altri si barcamenano in situazioni analoghe. L'associazione nazionale dei tecnici per la tutela (l'Assotecnici) mette il dito nella piaga con una lettera a Rutelli : a oggi mancano di un soprintendente come si deve (cioè con pieni poteri) 11 aree archeologiche su 22 (e il prossimo anno saranno 14 perché quello di Salerno e due in Sardegna vanno in pensione), 13 soprintendenze architettoniche (monumenti, palazzi, chiese, eccetera.) su 28, 11 su 30 tra quelle storico artistiche (quadri, musei, eccetera). Ora, per decisione dei due ministeri suddetti, ad agosto c'è stato un tourbillon di posizionamenti che non stiamo a riepilogarvi. Infatti Giuseppe Proietti, che fino a dicembre è responsabile di tutti i settori del ministero perché guida tutti e quattro i dipartimenti di settore, ha cercato una soluzione in sé piuttosto sensata: dare istituti e zone «a interim » a chi ne aveva competenza e grado, ad esempio una archeologica a un archeologo e non a un architetto (non sempre era così). Proietti ha sottratto potere ai direttori regionali, c'è chi crede che abbia fatto bene, chi, qualche direttore, che abbia aumentato la confusione.
Bufera per i soprintendenti: concorso finalmente fatto, ma è già ricorso al Tar
Il concorso per i 11 nuovi soprintendenti storici dell'arte è in corso. Le prove orali si terranno la prossima settimana. Il concorso è stato criticato per i tempi di correzione dei temi e per non aver tenuto conto dei titoli scientifici e di servizio. Sette alti funzionari interni con contratti da esterni hanno presentato ricorso al Tar e chiesto una sospensiva. L'associazione nazionale dei tecnici per la tutela ha scritto una lettera a Rutelli contestando la gestione del ministero. Il ministro Rutelli ha cercato una soluzione sensata, dando istituti e zone a interim a chi ne aveva competenza e grado.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo