Il direttore del museo di Berlino rivela di averle individuate attraverso luci speciali. Anche borse sotto gli occhi e lievi solchi sul collo MONTEPULCIANONefertiti ha le rughe. La statua simbolo di bellezza incorrotta, l'immagine ideale di donna sfruttata da tutte le industrie di cosmetica del pianeta, in realtà, non è mai stata perfetta. L'anonimo artista egiziano le ha modellato un po' di borse sotto gli occhi e ha scavato leggere rughe che trasformano la giovinetta dell'immaginario collettivo in una donna matura. Il suo lungo collo è segnato da profondi solchi. «Ora Nefertiti mostra chiaramente i segni dell'età. Ed appare come una donna di carattere, di forte personalità. Per me, ora è molto più affascinante», ha rivelato ieri Dietrich Wildung, direttore del museo egizio di Berlino, ai suoi colleghi direttori dei maggiori musei egizi del mondo riuniti a convegno a Montepulciano. L'egittologo Francesco Tiradritti li ha chiamati per confrontarsi e discutere su nuove soluzioni museologiche capaci di presentare al meglio l'arte egizia al pubblico. E Wildung ha sorpreso tutti. La sua novità si chiama semplicemente "luce", uno studio dell'illumina-zione che sappia esaltare i particolari di ogni capolavoro. Da anni studia come illuminare al meglio il ritratto di Nefertiti, la potente sposa del faraone eretico Akhenaton. E dal maggio dell'anno scorso, quando la collezione egizia berlinese ha "cambiato casa" trasferendosi all'Altesmuseum, Wildung ha trascorso notti intere con i suoi tecnici delle luci attorno al capolavoro. «Piano piano, a ogni piccola modifica, la vedevo mutare carattere. La soluzione è l'illumi-nazione da dietro, un po' bassa. Sono quasi riuscito a evidenziare tutti i dettagli plastici. Ora si vede chiaramente e in ogni dettaglio che è un vero, grande capolavoro». E pensare che Wildung non amava Nefertiti. «Quando sono giunto al museo di Berlino nel 1989, volevo 'denefertitizzare' il museo. La vedevo come un'immagine troppo abusata, quasi una prostituta. Che oscurava gli altri capolavori. Poi, osservandola ogni giorno, ho capito che in lei c'è davvero qualcosa di speciale». Si è messo a studiarla. Una Tac nel 1992 ha rivelato che al calcare della statua sono state applicate consistenti aggiunte in stucco. «Lo scultore la modificava lentamente, voleva raggiungere la perfezione. Mi immagino Akhenaton andare ogni giorno nella sua bottega e ragionare con lui sui particolari. E poi lo scultore al lavoro, a plasmare affannosamente. La statua che noi abbiamo era probabilmente un modello per l'opera vera. Per questo ha un solo occhio. Serviva a spiegare ai col-laboratori come realizzare la parte interna dell'occhio. Abbiamo altri esempi simili». Certo, in quella bottega della città di Amarna, gli archeologi tedeschi hanno trovato molti altri modelli. Tutti ritratti realistici di gente anziana, o con qualche difetto, o dall'espressione triste. Nefertiti non faceva eccezione. L'ultima Tac della statua, realizzata il 4 luglio scorso, ha evidenziato aggiunte in stucco mai notate prima sul contorno degli occhi e sulle guance. Proprio lì dunque lo scultore ha lavorato di più. Per dare profondità e fascino a un volto non più giovane.
Nefertiti, bellissima ma con le rughe
Il direttore del museo di Berlino, Dietrich Wildung, ha rivelato di aver individuato nuove caratteristiche nella statua di Nefertiti attraverso l'uso di luci speciali. La statua, simbolo di bellezza incorrotta, mostra segni di età come borse sotto gli occhi e lievi solchi sul collo. Wildung ha scoperto che le aggiunte in stucco sulla statua erano state realizzate per dare profondità e fascino al volto, e che la statua originale era probabilmente un modello per l'opera vera. La sua nuova soluzione di illuminazione, che utilizza una luce bassa da dietro, ha evidenziato i dettagli plastici della statua e ha rivelato nuove caratteristiche.
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