PIÙ di seimila persone. In tante ieri tra le 10 del mattino e le 18.30 hanno partecipato alla settima edizione della Giornata europea della cultura ebraica a Roma. Ben divisi tra i tanti luoghi più significativi nella storia della capitale: e cioè il Museo ebraico, il Tempio maggiore e il Tempio spagnolo, la Sinagoga di Ostia, il Tempio dei giovani sull'isola Tiberina, l'Arco dei Tolomei e il palazzo della Cultura. E con un successo dal sapore tutto particolare per le Catacombe ebraiche di villa Torlonia. «Finalmente è stata un'occasione serena di conoscenza e di speranza». Ha commentato così a fine giornata il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, «Domani Strada facendo» la giornata che ha portato migliaia di cittadini a scoprire i luoghi, la tradizione, gli oggetti di culto e tante altre presenze storiche che testimoniano l'insediamento ormai bimillenario della più antica comunità ebraica occidentale. «Sono entrato nella Sinagoga e ad un certo punto della giornata e ho visto alcuni gruppi di persone, che in religioso silenzio e con grande attenzione, seguivano il racconto delle guide che illustravano il Tempio Maggiore ha spiegato ancora il rabbino capo di Roma Questa giornata è stata un'ottima occasione per far conoscere la nostra cultura e un momento di speranza, lontano dai terribili momenti di guerra». E un altro motivo di soddisfazione è venuto dai più giovani. «La loro grande partecipazione spiega Claudia De Benedetti, consigliere nazionale della comunità ebraica italiana è stata davvero sorprendente».
Cultura ebraica in 6mila visitano templi e sinagoghe
La settima edizione della Giornata europea della cultura ebraica a Roma ha visto la partecipazione di oltre 12.000 persone in diversi luoghi storici della città, tra cui il Museo ebraico, il Tempio maggiore e il Tempio spagnolo. La giornata è stata caratterizzata da un'atmosfera serena di conoscenza e speranza, con visite guidate ai luoghi di culto e storici. Il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, ha commentato la giornata come un'ottima occasione per far conoscere la cultura ebraica e un momento di speranza lontano dai momenti di guerra. La partecipazione dei giovani è stata particolarmente alta, secondo Claudia De Benedetti, consigliere nazionale della comunità ebraica italiana.
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