Passati in asta solo due dipinti, l'ultimo battuto a 25,5 milioni di dollari Sopra la tela che raffigura la «Madonna con il Bambino e i santi Giuseppe, Elisabetta e Giovanni Battista» acquistata in asta nel 1986. A sinistra «La discesa al Limbo» aggiudicata nel 2003 per 25,5 milioni di dollari Strano Paese l'Italia. Dove le celebrazioni per il quinto cente-nario della morte di un grande artista rinascimentale offrono l'occasione di accese polemiche piuttosto che di festeggiamenti. Tra pochi giorni, il 16 settembre, si inaugurano le tre mostre a Padova, Verona e Mantova dedicate ad Andrea Mantegna. E ancora si discute intorno alla possibilità che alcune opere, conservate in musei italiani, vengano prestate a queste esposizioni. Ma a parte la querelle in corso tra Vittorio Sgarbi e le Sovrintendenze, di cui si parla da diversi giorni, una cosa è certa. In tutto il mondo il Mantegna è considerato come uno dei più grandi interpreti del Rinascimento pittorico attivo nel Nord Italia. Fossero sul mercato le opere, che andranno o meno in mostra, strapperebbero cifre impronunciabili. Non solo per la straordinaria qualità esecutiva, ma anche per la loro assoluta rarità. Negli ultimi vent'anni sul mercato internazionale dell' arte di Mantegna se ne sono visti ben pochi. Anzi per l'esattezza autentici e di suo pugno soltanto due. Nel lontano giugno del 1986, à Montecarlo, ricompare in un'asta Sotheby's una magnifica tela che raffigura la «Madonna con il Bambino e i santi Giuseppe, Elisabetta e Giovan Battista». Un quadro di cui si erano perse le tracce nel 1909 quando era stato inventariato in una collezione privata di Marsiglia. In asta viene acquistato da un collezionista europeo per l'equivalente di 1.652.093 sterline di allora. Una cifra che fece quasi scandalo. Ma che oggia distanza di vent'anni è considerata quasi ridicola. L'anno successivo l'anonimo collezionista vende questo capolavoro, grazie alla mediazione di una galleria newyorchese, al Kimbell Art Museum di Fort Worth. Dov'è tutt'ora esposto (vedi www.kimbellart.org). Questo dipinto è stato esposto fino al 2 luglio al Museo Diocesano di Milano che in questo modo ha voluto concorrere alle celebrazioni dedicandogli la quarta edizione di «Un capolavoro per Milano». Sempre al Museo Diocesano ma questa volta di Mantova (in piazza Virgiliana 55) si apre domani un'altra mostra («Attorno al Mantegna») che si inserisce nelle celebrazioni in corso e che illustra il contesto in cui il maestro ha operato. Attingendo principalmente al ricco patrimonio del Museo, la mostra si propone di richiamare gli artisti che l'hanno qui immediatamente preceduto (Pisanello, tra gli altri), quelli che ne hanno accompagnato l'attività (tra loro basti ricordare Leon Battista Alberti) e i tanti (Correggio, su tutti) che hanno fatto tesoro del suo alto insegnamento. Ma torniamo alle vicende del Mantegna nelle vendite all'asta. Il record assoluto pei questo artista è relativamente recente. Risale esattamente al 23 gennaio del 2003. Quando da Sotheby's, a New York, una tavoletta di soli 38 per 40 centimetri raffigurante la «Discesa nel Limbo» è stata venduta per 25,5 milioni di dollari. Pari a 23.766.000 euro. Una bella cifra. L'opera era della collezione di Barbara Piaseka Johnson erede della famosa multinazionale, quella dei detersivi e dell'igiene personale. Prima dell'asta newyorchese Sotheby's aveva programmato di esporre l'opera a Parigi, Milano e Londra. Ma miss Johnson volle insistere prima di cederlo in asta pei portare anche soltanto due giorni il suo amatissimo Mantegna a Mantova. E ci riuscì facendolo esporre il 3 e il 4 dicembre del 2002 nelle sale de. Museo Diocesano. Il management di Sotheby's alla fine dovette cedere. Ma ora, polemiche a parte, godiamoci queste grandi esposizioni celebrative, in calendario sino al 14 gennaio del 2007. Che offriranno E molti un'occasione unica pei conoscere meglio il Mantegna e con lui uno dei periodi storici che hanno reso il nostro Paese illustre in tutto i mondo: il Rinascimento.