Sono rimasto sorpreso nel leggere l'articolo «Meglio l'Etruria del Guatemala» (Corriere, 2 luglio). Le argomentazioni del professor Belardelli si concentrano su due punti incondivisibili: il primo è che si vorrebbe aiutare l'italica cultura «tagliando» altra cultura, nella fattispecie quella che i nostri Istituti all'estero, pur fra mille difficoltà, cercano di esportare nel tentativo di dare del nostro Paese un'immagine un pochino più lusinghiera rispetto e quella che solitamente hanno dal Manzanarre al Reno (e anche molto oltre), parecchi stranieri. Non sta a me dire quali altre spese potrebbero essere tagliate, ma già destinare alla cultura e alla ricerca i proventi delle tasse sui libri (siamo uno dei pochi Paesi ad applicarle) potrebbe essere idea né folle né peregrina. L'altro punto da contestare è l'associazione fra Guatemala e Corea del Sud. È infatti quantomeno bizzarro accostare al Guatemala, realtà dai numeri certo modesti, la decima potenza economica mondiale, un Paese che ama l'Italia al punto da mantenervi duemila studenti sparsi fra conservatori, accademie e istituti vari, un partner commerciale di estrema importanza per tutta l'Europa. A tale proposito, mi piacerebbe che il professor Belardelli venisse a Seoul a vedere quanti mezzi e quante forze impegnano da queste parti gli Istituti di cultura di Paesi come la Francia, Inghilterra e la Germania. Maurizio Riotto Professore di Lingua e letteratura coreana Università degli studi «L'Orientale», Napoli Se al professor Riotto non piace l'esemplificazione «dalla Corea del Sud al Guatemala» e preferisce, che so, «dal Messico a Singapore», la cambi liberamente. Resta l'interrogativo che ponevo nel mio articolo: se il nostro Paese possa permettersi oltre 80 Istituti italiani di cultura nel mondo e soprattutto, più in generale, se abbia senso lamentare il degrado (innegabile) dei nostri beni culturali e chiedere dunque più stanziamenti, senza però indicare maicon un debito pubblico che, a differenza di Francia, Inghilterra e Germania, è al 107 per cento del Pildove si dovrebbero operare i tagli corrispondenti; anzi astenendosi rigorosamente, come invita a fare il professor Riotto, dal tagliare alcunché. Giovanni Belardelli