Un «logo» per Villa Borghese, perché «offre una serie di opportunità impressionanti, spesso sconosciute perfino ai romani». Affinché venga meglio visitata la storica villa avrà anche un sito Internet. Federica Alatri, presidente dell'Agenzia regionale per il Turismo, ci tiene a vincere una scommessa: quella che i romani facciano i turisti anche nel Lazio. E parla delle sue strategie, che mirano a soddisfare sempre più le esigenze di chi viene a visitare Roma e dintorni, puntando sugli «interessi specifici». «Il nostro scopo spiega è individuare quali sono le "nicchie" dove intervenire». Dal turismo religioso a quello congressuale, da quello studentesco a quello culturale. E poiché la Capitale vanta una serie di stili architettonici si va dalla riscoperta dell'Eur, agli edifici dei grandi maestri contemporanei. Le cifre sono già da boom, ora dobbiamo intervenire sulle nicchie del settore Un «logo» per Villa Borghese. Una strategia che mira a soddisfare sempre più chi sceglie di venire a visitare Roma e dintorni, coltivando anche i suoi «interessi specifici». E una scommessa: che i romani facciano i turisti nel Lazio. Sono le carte da giocare per Federica Alatri, presidente dell'Agenzia regionale per il turismo. Le cifre dei visitatori sono già da «boom». Come pensate di attrarre altri italiani o stranieri? «L'obiettivo dell'Agenzia è quello di promuovere e sviluppare tutti i diversi segmenti del turismo, da quello religioso a quello ambientale, del benessere e della salute oltre che culturale. Quindi il nostro scopo è andare a individuare quali sono le "nicchie" dove intervenire». C'è già qualche idea? Si può fare qualche esempio? «Per Roma basta pensare a villa Borghese, che offre una serie di opportunità impressionanti, spesso sconosciute perfino a noi romani: è un microcosmo che può essere ancora valorizzato e per questo vorremmo creare un "logo" e metterla in rete. C'è poi l'Eur, con la sua architettura che viene riscoperta e che è destinato al turismo congressuale. E adesso la capitale ha grandi opere contemporanee, che possono attrarre nuovi target. Ma va riscoperto tutto il Lazio». E in questo caso quali possono essere novità e attrattive? «Innanzi tutto il mare, la costa laziale, ancora poco conosciuta all'estero e che va meglio pubblicizzata. Vi sono poi i luoghi termali, i laghi, le aree naturali. Tutto deve costituire un vero e proprio prodotto turistico facilmente riconoscibile e accessibile attraverso un simbolo, un sito e un sistema di prenotazione, vendibile così sul mercato internazionale. La strategia deve essere basata sul concetto di "meta"». Negli ultimi anni, però, sono già iniziate campagne promozionali tese ad attrarre i turisti stranieri. «Senz'altro, vanno potenziate. Insistendo proprio sul concetto di "destinazione" intesa come in altri paesi europei, come in Francia e in Spagna. Si va a vistare un luogo per un insieme di componenti, che sviluppano i propri interessi. Basta pensare all'enogastronomia, un tipo di attrattiva che va prendendo sempre più piede». Che ne pensa delle vacanze frazionate durante tutto l'arco dell'anno, come dice il ministro Rutelli? «È un'idea per ampliare la stagione turistica e per lanciare mete non solo estive»