A proposito del dilemma se imporre il pedaggio a chi visita luoghi famosi E vero, in questo scorcio d'estate siamo assaliti o sfiorati da domande serissime, metti quelle (eterne) della «pace giusta» o quelle (congiunturali) sulla regolare partenza del campionato di calcio. Ma non mancano i quesiti che vanno e vengono come un refolo di vento. Fresco o sciroccoso. Fonte niente male d'interrogativi sono le tasse prossime venture. Sul coacervo degli annunci, allarmanti o camomilla, spicca una domanda che sembra uscita da una mostra di modernariato: nasce prima l'uovo degli sgravi fiscali per i contribuenti onesti o la gallina dell'imposizione crescente? E l'ironia incalza: le interviste di Vincenzo Visco, essendo solo «vice» ministro, sono esenti da Iva? Cominciano pure le interpretazioni, a scoppio ritardato, sugli aspetti confusi della manovrina economica. Tant'è che qualcuno si chiede se, coop permettendo, le aspirine saranno vendute perfino nei taxi. I medicinali richiamano un altro quesito: alla «politica muscolare» giovano quotidiane iniezioni decontratturanti? Si agitano pure quesi-ti macro-politici. Un governo di Grosse Koalition mette al tappeto le lobby che contano o accade che ce le ritroviamo tutte nel governo? Si sostiene a ogni pie sospinto l'autosufficienza della risicata maggioranza parlamentare. Dicono i dubbiosi: non sarà il sei meno che gli esaminandi si autoattribuiscono? Silvio Berlusconi, poi, è proprio indispensabile che sia (alla lettera) «vulcanico»? Alcune domande si affacciano al calar della sera, nei tramonti rosati, col gelato in mano. Dietro l'etichetta di «società civile» mettiamo coloro che la pensano come noi? Di preferenza, esclusivamente... La curiosità era la madre della sapienza: ora adotta la dietrologia? Il tormentone giornalistico è progressista o conservatore? A proposito, il sottosegretario Paolo Cento dovrebbe allestire una raccolta delle sue straripanti dichiarazioni, per non perderne il filo. Il titolo potrebbe farselo prestare dalle tarde antologie greco-romane: II Centone. Indimenticabile, infine, il dilemma ticket o non ticket che dilania i sindaci a maggiore vocazione turistica. Dilania, si fa per dire... Molti hanno già l'acquolina in bocca come Ezechiele Lupo. Ma esistono remore assortite, a cominciare dalla «vocazione» (disinteressata per antonomasia). Caso particolare. Visto che a Roma gran parte dei visitatori sono «pellegrini» dei nostri giorni, Walter Veltroni non rischia di dividere il contributo col Vaticano?
Turismo, il ticket fa gola
Un articolo di giornale affronta il tema delle tasse e della politica economica. Il testo esamina le domande e le interpretazioni relative alle tasse, all'imposizione fiscale e alla politica economica. Si discute anche della presenza di lobby e della possibilità di un governo di coalizione. L'articolo mette in discussione la capacità del governo di gestire l'economia e la possibilità di un cambiamento. Inoltre, si affronta il tema della corruzione e della possibilità di un rinnovamento della politica. L'articolo conclude con una riflessione sulla possibilità di un cambiamento e sulla necessità di una maggiore trasparenza nella politica.
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