Cartigliano. Presto i colori torneranno smaglianti quasi come all'origine Le pregiate opere custodite in chiesa stanno patendo a causa dell'umidità Stavano rischiando parecchio gli affreschi dei Da Ponte nella cappella della chiesa arcipretale di Cartigliano. È una delle informazioni ricavate nel corso della prima parte di un complesso intervento di restauro che viene condotto nell'unico ciclo affrescato rimasto dei famosi pittori bassanesi, capiscuola della scuola veneta del '500. Una prima fase di lavori è già stata effettuata, anche se visivamente non si notano differenze, ma tutto è seguito accuratamente dalla soprintendenza di Verona, il direttore dei lavori è il dottor Fabrizio Pietropoli. Il grande ciclo affrescato dapontiano viene restaurato con fondi finanziati direttamente dalla soprintendenza tramite il ministero dei beni culturali. Al lavoro c'è un maestro restauratore vicentino, Egidio Arlango della Ar C. «Su tutta la superficie, dalle pareti alla volta a crociera, della cappella erano diffusi dei fenomeni di distacco. Pertanto la prima parte del lavoro è stato il consolidamento interno degli intonaci. Sono stati utilizzati dei prodotti naturali a base di calce, esenti da sali e senza alcun tipo di resina sintetica, in perfetta sintonia con i materiali originali. È in atto un processo di degrado - spiega il restauratore - specie nella parete nord, dove c'è la scena della crocifissione. Quello compiuto è stato un primo intervento preliminare conservativo e conoscitivo». Questa prima fase dei lavori, cominciata a maggio e conclusasi ad agosto, è costata circa 9 mila euro. Dei lavori sono stati eseguiti anche all'esterno: come avranno notato anche i cartiglianesi, è stata tolta la malta cementizia di base all'esterno della cappella Da Ponte, che fino ai primi anni del 1600 era l'abside della chiesa; quest'operazione ha consentito l'asciugatura delle pareti. Inoltre, in considerazione dei futuri lavori di sistemazione di piazza Concordia, sono stati presi accordi con l'amministrazione comunale per convogliare le acque meteoriche il più lontano possibile dal perimetro della cappella. I maggiori problemi cagionati agli affreschi di Jacopo e Francesco Da Ponte, infatti, erano stati provocati dall'umidità di risalita alla murature. «Durante il nostro primo intervento sono state compiute delle indagini per individuare i sali presenti. Le analisi - afferma Egidio Arlango - hanno dato risultati allarmanti perché sono state trovate alte percentuali di cloruri, nitrati e solfati. Nel caso dei cloruri e nitrati questi sono dovuti per la maggior parte alle umidità di risalita. Sulla base di questi dati imposteremo la seconda fase del restauro». I lavori fin qui compiuti non hanno mutato l'aspetto della famosa Cappella Da Ponte, ma erano necessari. Dopo la sosta di queste settimane i restauratori torneranno all'opera verso fine settembre o ai primi d'ottobre. Per l'intervento più importante, che prevede la ripulitura del ciclo pittorico, sarà tolta anche la resina utilizzata in un precedente intervento. A fine lavori (si conta di vedere la cappella restaurata per il periodo natalizio), i colori dovrebbero tornare di smagliante brillantezza quasi come apparivano in origine. La soprintendenza, tramite il dottor Pietropoli, seguirà passo per passo le operazioni. Del resto la Cappella Da Ponte di Cartigliano merita più accurata salvaguardia, proprio durante i lavori di consolidamento c'è stata la visita di una studiosa dalla Finlandia, che sta predisponendo uno studio monografico su questo ciclo affrescato che Jacopo e Francesco Da Ponte realizzarono intorno al 1575.