Zaia: «Un volano che elimini i punti morti», Levis: «Restiamo uniti» LONGARONE. Sviluppare la montagna significa anche liberarsi della Soprintendenza. Lo hanno fatto intendere, sia il vicepresidente della Regione, Luca Zaia, che l'assessore regionale Oscar De Bona. «Feltre testimonia quanto paralizzante sia l'azione della Soprintendenza» ha denunciato Zaia. «Un grosso nemico della montagna è la burocrazia» insiste De Bona. «Non è ad esempio possibile che chi non viene eletto, come le Soprintendenze, blocchi le scelte dei cittadini. Da noi non si riesce ad installare un ascensore in un edificio adibito a sede dell'Associazione Sclerosi Multipla o a realizzare un campeggio, impedendo così l'accesso ai servizi e lo sviluppo economico compatibile». Citano, Zaia e De Bona, la vicenda del campeggio in Valgrande, a Padola. Cita, De Bona, il golf a Cortina. «Arriva il ministro dei beni culturali, Rutelli. e dice che il golf si può fare, perché ambientalmente compatibile. Due giorni dopo la Soprintendenza dice di no». Scrosciano gli applausi alla Fiera di Longarone, che ospita la festa con i numerosi stand. Alla cerimonia d'apertura sono intervenuti, oltre a Zaia e De Bona, il presidente della Provincia, Sergio Reo-lon, il vicepresidente della Provincia di Treviso, Floriano Zambon, numerosi presidenti di Comunità Montane, tra cui quella ospitante di Cadore Longaronese Zoldo, Celeste Levis, il sindaco di Longarone Pierluigi De Ceserò, il presidente dell'Uncem Galdino Zanchetta e il vescovo Giuseppe Andrich, i consiglieri regionali Gianpaolo Bottacin e Guido Trento, il presidente del parco, Guido De Zordo, e l'ex assessore regionale Floriano Pra. «Il Veneto è sempre stato attento alla salvaguardia della montagna e della sua gente» ha ricordato Zaia. «Con il Piano di Sviluppo Rurale, che a partire dal 2007 porterà in Veneto circa 800 milioni di investimenti, potremo finanziare nuove iniziati. «Ma alla montagna serve soprattutto un volano» ha ribadito Zaia «che elimini i punti morti e gli ostacoli. Un freno è sicuramente la burocrazia, ma occorre per prima cosa più autonomia. Il lavoro dei Veneti produce il 18 del Pii nazionale, ma il contribuente Veneto si vede restituire meno della metà di quello che versa di tasse, a fronte di una restituzione media nazionale del 52 e degli abissi che esistono con province e regioni a statuto speciale». Questi concetti erano stati richiamati anche dall'assessore De Bona. «Serve una attivazione decisa del federalismo fiscale, se no non si arriva alla meta. Bisogna contrattare la quantità del gettito fiscale dei Veneti che andrà alla solidarietà nazionale, non viceversa». Tra i prossimi appuntamenti in questa direzione c'è anche il nuovo Statuto della Regione. De Bona, fra l'altro, ha dato atto ai numerosi esponenti del governo arrivati a Cortina, da Rutelli a Ferrerò, di aver partecipato "proposte interessanti e senz'altro condivisibili". Il presidente della Provincia, Sergio Reolon, dopo aver definito positivo il contributo di proposte, anche nella vivacità del confronto, ha sottolineato che la montagna ha finalmente bisogno di "politiche strutturali", sotto il segno dello sviluppo soste-nibile, anziché di interventi-tampone. Vanno in questa direzione le novità, ad esempio, del demanio idrico. La cerimonia, dopo il taglio del nastro, con la banda e l'esibizione degli uomini del soccorso alpino, era stata aperta dal presidente Levis, raccomandando al popolo della montagna di rimanere "compatto ed unito" e dal pressante appello del sindaco De Ceserò a scegliere puntualmente le priorità per cui battersi (la viabilità e la sanità, magari con il presidio a Longarone dei vigili del fuoco). Zanchetta dell'Uncem ha insistito, invece, sulla legge regionale della montagna, che dovrà vedere la luce - ha raccomandato - "entro la fine dell'anno". (f.d.m.)
MONTAGNA Le Sovrintendenze ci paralizzano
A Longarone, in provincia di Treviso, si è tenuta una festa per la montagna, organizzata dall'Associazione Sclerosi Multipla. Il vicepresidente della Regione, Luca Zaia, e l'assessore regionale Oscar De Bona hanno parlato di come la burocrazia della Soprintendenza possa paralizzare lo sviluppo economico della montagna. Zaia ha anche parlato di come il piano di sviluppo rurale possa finanziare nuove iniziative, ma ha ribadito che la montagna serve un volano che elimini i punti morti.
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