«La Commissione prestiti opere d'arte del ministro Francesco Rutelli nasce con conflitti di competenze e conflitti di interessi». È l'accusa lanciata chi senatore di Forza Italia, e capogruppo al consiglio comunale di Firenze, Paolo Amato. Secondo l'esponente azzurro, infatti, dell'apposita commissione che dovrà valutare «se e come le opere d'arte possano essere prestate» fa parte anche Cristina Acidini che, ricorda Amato, è anche membro «della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze», la quale «ha per missione proprio l'organizzazione di mostre ed eventi culturali». Amato, quindi, chiede al ministro alla Cultura Rutelli faccia chiarezza sulla nomina di Acidini e chiede quali provvedimenti intende eventualmente adottare per sanare la situazione. Inoltre, in materia di prestabilità, il senatore chiede se il lavoro della nuova commissione non vada a sovrapporsi con quello dei direttori di museo e dei soprintendenti, responsabili della va-lutazione tecnica circa il prestito delle opere, magari creando anche, secondo il senatore, «ulteriori conflittualità interne all' Amministrazione». «Condivido - conclude - quanto detto dall'assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi, e cioè, che in luogo della Commissione Prestiti Opere d'Arte sarebbe stato meglio istituire un organismo centrale preposto al coordinamento delle varie mostre». Inoltre, se l'attuale Soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze, tra meno di un mese dovesse prendere il posto di Antonio Paolucci alla guida del Polo Museale Fiorentino, il suo conflitto d'interesse diverrebbe doppio perché, facendo parte della commissione destinata a esprimersi sulla «prestabilità» o meno delle opere d'arte, sarebbe sia tra coloro che le opere le richiedono (Fondazione della Cultura), sia tra coloro che le prestano [Soprintendenza). In questo caso, una scelta «di campo»