Il vicepremier da Venezia apre alla proposta di Cacciari. Il 19 settembre riunione con i Comuni e gli imprenditori VENEZIAVia libera ai ticket sul turismo. Parte dal Veneto, prima regione per presenze e per fatturato nel comparto turistico, l'annuncio del governo, per voce del vicepremier Francesco Rutelli e del ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta, ieri entrambi a Venezia. «Stiamo studiando le modalità, ma nella prossima finanziaria vi saranno delle forme di autonomia impositiva per i Comuni», ha spiegato la Lanzillotta. Forme che potrebbero concretizzarsi nel ticket sui turisti oppure in altri tipi di prelievi tariffari. L'onda lunga delle pressioni avanzate dal Veneto sta dunque per arrivare in porto. Era stato il sindaco di Venezia Massimo Cacciari a proporre nei giorni ferragostani l'istituzione di un ticket per arginare i 18 milioni di turisti che transitano in laguna ogni anno usufruendo di servizi pagati da 60 mila residenti. La proposta era poi stata rilanciata dall'assessore al Turismo di Verona Giancarlo Frigo, anche se ora il sindaco Zanotto al rientro dalle ferie ha frenato gli entusiasmi, dicendosi contrario. Ma il dibattito è quanto mai aperto. E rimbalza in questi giorni al «Festival dei Borghi più belli d'Italia», in corso a Borghetto di Valeggio (Verona) e a Castellare Lagusello (Mantova). Da qui i piccoli centri storici chiedono più autonomia, finanziaria e fiscale. IL CONFRONTO Raccogliendo queste molteplici istanze ieri a Venezia il vicepremier Rutelli ha annunciato il confronto con gli enti locali, nell'ambito del Comitato nazionale turismo convocato per il 19 settembre: «Ho convocato il Comitato per parlare del ticket turistico con i comuni e gli imprenditori del settore. E' infatti necessaria la concertazione». Le ipotesi percorribili sono sostanzialmente due. Quella del ticket vero e proprio, imposto a ciascun visitatore che entrerà nei siti turistici, oppure altre forme tariffarie come la vecchia tassa di soggiorno, oppure un balzello sui trasporti o sulle auto. Iniziative, queste, che oggi i Comuni non possono prendere: non possono cioè stabilire nuove tasse (a parte la tassa di scopo) in autonomia. Per questo il governo ha avviato un'istruttoria perché nella prossima Finanziaria si delinei una forma per «dare ai Comuni una certa autonomia impositiva, perché reperiscano risorse necessarie alla tutela delle città e al finanziamento dei servizi», ha spiegato il ministro Lanzillotta. «Si dovrà tenere conto delle esigenze delle città d'arte, ma senza condizionare negativamente la competitività sul mercato turistico globale». LE REAZIONI Se Venezia pensa dunque a come far pagare un ticket a chi arriva in laguna, i piccoli centri pensano soprattutto a «colpire» i turisti-automobilisti. «E' positivo che si passi dalle parole ai fatti», commenta il sindaco di Asolo Daniele Ferrazza. «Penso che i piccoli centri debbano istituire il ticket non sui turisti ma sulle auto e destinare il ricavato allo sviluppo turistico e alla tutela dei monumenti». Niente tassa di soggiorno, né sul lusso per il sindaco di Cortina Giacomo Giacobbi che più che ai turisti stanziali «che già pagano l'albergo o l'appartamento», pensa ai tanti visitatori di passaggio che arrivano in auto, attraverso i passi dolomitici: «Un pedaggio in questo senso potrebbe essere utile». Mentre per il sindaco di Valeggio Albino Pezzini è «ancora prematuro pensare a un ticket su Borghetto, non dobbiamo spremere i visitatori. Negli ultimi tempi da noi il turismo è cresciuto moltissimo. E questo ci pone dei problemi logistici, come i parcheggi e i servizi, che faremo a pagamento, questo è sicuro». L'assessore al Turismo veneto Luca Zaia invece non condivide. «Questo è l'opposto del federalismo fiscale. Solo con il federalismo i comuni si troveranno in tasca tanti di quei soldi che non avranno bisogno di mettere i ticket».