Nell'intervista a Paola Nicita pubblicata mercoledì scorso su Repubblica, la direttrice del Museo regionale d'arte contemporanea di Palazzo Riso, Giovanna Cassata, ha raccontato nelle sconfortanti sliding doors ai consulenti, comitati, curatori e relative iniziative espositive che caratterizza questi primi mesi a dir poco confusi e maldestri della struttura di come, su diretto sollecito del presidente Salvatore Cuffaro, sia stata II acquistato, per essere donato alla città di Assisi, un complesso di32 sculture a I tema religioso opera di Salvo Salvato. La cifra deliberata, 500 mila euro, non è di poco conto: corrisponde quasi per intero alla somma (600 mila euro) stanziata per gli acquisti della collezione permanente, che però annovera, oltre alle opere di un nutrito gruppo di giovani artisti locali, anche presenze storiche della storia dell'arte non solo italiana del Novecento, come Pietro Consagra e Carla Accardi, e nomi prestigiosi del panorama internazionale degli ultimi decenni come Richard Long e Christian Boltanski: per tutti questi casi il valore di mercato, facilmente verificabile, giustifica pienamente la somma prevista e ancora in parte impiegata. La scelta dell'opera di Salvato segue, al contrario, percorsi del tutto arbitrari: dal punto di vista strettamente economico anzitutto, dato che non risulta che lo scultore siciliano sia solito beneficiare di tali quotazioni secondo indicatori che non siano puramente discrezionali. In altri termini, la Regione ha destinato una quota tutt'altro che piccola del budget possibile per la politica di Palazzo Riso per un'operazione del tutto priva di riscontro.