Il nostro patrimonio è ormai diventato soltanto "quinta per spettacoli di massa". La denuncia di Salvatore Settis dalle colonne del Corriere della Sera apre un fronte di riflessione importante nel momento in cui si studiano le strategie per un rilancio della nostra Regione e della nostra città e ci si prepara ad ospitare la II edizione della Notte bianca. Il costo dell'uso delle piazze e monumenti per eventi di massa non solo ne snatura l'origine ma crea danni irreparabili. Altri luoghi sono la risposta giusta alla giusta esigenza di realizzazione di grandi eventi. Utilizzare parti "dimenticate" delle città per svolgere grandi eventi può rappresentare sia la soluzione per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico monumentale che d'altra parte una riqualificazione de facto delle aree marginali e non connotate da funzioni a scala metropolitana. Le scelte che ancora si compiono in questi giorni non sembrano però andare in questa direzione. La prossima Notte bianca, stando alle anticipazioni, ripropone uno schema abbastanza scontato con eventi di maggior richiamo concentrati nel centro cittadino ed una serie di eventi minori nelle municipalità. Una distribuzione equilibrata degli eventi avrebbe forse originato vantaggi per le diverse parti della città, usando l'occasione per realizzare più che una modesta ipotesi di decentramento un primo ambizioso esperimento di città policentrica. Se si riflette, ad esempio, sull'entità delle risorse destinate alle varie municipalità, per realizzare la suggestiva ipotesi di un gemellaggio artistico e culturale con paesi dell'area mediterranea, ci si accorge di quanto sia enfatica nell'annuncio e modesta nelle dotazioni l'occasione offerta. Non si comprende, infatti, cosa possa realizzare ad esempio una municipalità estesa per territorio ed affollata per numero di residenti come la sesta, che comprende i quartieri di Ponticelli Barra e San Giovanni, con le disponibilità che l'assessore ai grandi eventi del Comune di Napoli ha annunciato. Pure complessivamente le risorse impegnate saranno tutt'altro che modeste. Proprio per questo eventi come le notti bianche vanno guardati come importanti occasioni di sviluppo. La sovraesposizione mediatica che Napoli sta vivendo e la realizzazione di eventi produce un eccezionale valore aggiunto in termini divisibilità e comunicazione che si può trasferire a produttori di beni eo servizi. Un esempio illuminante in tal senso è la prossima Festa del Cinema a Roma. Ipotesi di questo tipo impongono la valutazione della validità dei risultati conseguiti, affidata a indicatori certi forniti dalle moderne tecniche di marketing territoriale, piuttosto che a suggestive cronache del giorno dopo che raccontano di grandi folle. E' il momento, quindi, di chiedersi se l'uso degli spazi urbani riguardi la società dello spettacolo e non piuttosto la società civile e per essa le istituzioni preposte al governo delle città e se non sia possibile immaginare un meccanismo di compensazione ed un governo di questi fatti che garantisca un corretto ed equilibrato rapporto tra contenuto e contenitore, risorse e risultati.
NAPOLI: Opportunità Notte bianca
Il patrimonio artistico e monumentale di Napoli è minacciato dall'uso delle piazze e monumenti per eventi di massa. La Notte bianca, prossima edizione, sembra riproporre uno schema abbastanza scontato con eventi di maggior richiamo nel centro cittadino. Una distribuzione equilibrata degli eventi avrebbe potuto originare vantaggi per le diverse parti della città. Le municipalità, invece, sembrano essere poco coinvolte nell'annuncio e modestamente dotate. Gli eventi come la Notte bianca possono essere visti come occasioni di sviluppo, con un valore aggiunto in termini di comunicazione e divisibilità. È necessario valutare i risultati degli eventi con indicatori certi e non più con cronache del giorno dopo.
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