Caro direttore, l'assessore regionale toscano all'Urbanistica, Riccardo Conti, rispondendo al mio articolo comparso su l'Unità di sabato, mi dà dell'«apocalittico » a proposito del giudizio sugli sviluppi edilizi di Monticchiello-Pienza (lottizzazione denunciata da Alberto Asor Rosa e che neppure lui condivide) e su quelli promossi a Capalbio dalla giunta di centrodestra che ha preceduto quella attuale. Dico solo: andare a vedere per giudicare; il panorama edilizio (tutto di seconde e terze case) parla da sé e il mega-parcheggiogrida ancora vendetta. Nocciolo del discorso: per Conti la «buona urbanistica»non si fa con vincoli e controlli (tanto più se ministeriali), ma con la discussione e con la partecipazione democratica. Quest'ultima è certamente fondamentale, e tuttavia, in democrazia, è bene che i Comuni non siano i tutori di se stessi e che abbiano, sopra di loro, un controllo regionale, o provinciale, e ministeriale (Soprintendenze, cioè Stato). In Toscana è mancato il primo livello e il secondo appare, visto da Capalbio e da Monticchiello, decisamente debole. Menomale che il ministro Rutelli ha subito disposto una inchiesta sulla situazione di Pienza. Infine: per la Regione Toscana la tutela dei beni culturali e paesistici dovrebbe essere regionalizzata, modificando, evidentemente, l'articolo 9 della Costituzione che la affida alla Repubblica, cioè allo Stato, in primis, con la collaborazione di Regioni e autonomie locali. Riccardo Conti cita la drammatica frana di Agrigento e scrive che le Soprintendenze, allora, c'erano già. Verissimo. Solo che in Sicilia erano rinate, nel 1947, «regionalizzate». Proprio come le vorrebbe, ora, la Regione Toscana e come molti di noi, invece, non le vogliono. Anche qui, andare a vedere per credere. Cordialmente
Pienza, Capalbio e l'importanza delle Soprintendenze
L'assessore regionale toscano all'Urbanistica, Riccardo Conti, ha risposto a un articolo del giornalista su l'Unità. Conti ha criticato gli sviluppi edilizi di Monticchiello-Pienza e di Capalbio, affermando che la buona urbanistica si fa con vincoli e controlli. Ha sottolineato l'importanza della partecipazione democratica e ha richiesto un controllo regionale e ministeriale. Conti ha anche chiesto una inchiesta sulla situazione di Pienza e ha proposto di regionalizzare la tutela dei beni culturali e paesistici. Ha citato l'esempio della Sicilia, dove le Soprintendenze regionalizzate nel 1947.
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