MONUMENTI IL PRIMO INTERVENTO È DI 1,5 MILIONI DI EURO, QUINDI TOCCHERÀ ALLE ALTRE PARTI DEL CASTELLO Sarà restaurata e poi trasformata in salone polivalente Per anni è stata popolata dai cavalli dei re d'Italia, teatro delle gare equestri affollate dal pubblico che partecipava alle feste reali, per adattarsi poi a palestra per i carabinieri del Battaglione dei carabinieri e infine sprofondare in un triste e inesorabile abbandono. La Cavallerizza del Castello di Moncalieri la più grande - grazie ai suoi 1000 mq di superficie - di tutte le altre residenze sabaude, si prepara a una nuova vita. Certamente più decorosa delle ultime. La Soprintendenza ai beni architettonici ha chiuso, prima dell'inizio delle ferie estive, la gara d'appalto per il suo recupero. I lavori saranno realizzati dalla ditta Sicer di Biella che si è aggiudicata la gara e che conta nel suo curriculum un esperienza pluriennale in tema di ristrutturazioni di pregio in altre strutture storiche d'Italia. I lavori, attesi da anni e fortemente voluti dal direttore del Castello di Moncalieri, l'architetto Valerio Corino, costeranno 1,5 milioni di euro e trasformeranno la Cavallerizza reale in una sala polivalente che potrà ospitare fino a 200250 persone complessivamente. Questa ristrutturazione è soltanto la prima tranche di opere previste per la riqualificazione della residenza sabauda che hanno subito negli ultimi mesi qualche stop imprevisto. Dopo l'intervento alla Cavallerizza, i lavori si sposteranno nel terzo e quarto piano del torrione sud-est del Castello e nel grande parco verde di 70 mila mq alle spalle del maniero. L'ultimo dei lavori previsti riguarderà invece il recupero di due edifici attigui al Castello: la torre del Roccolo e la casa del Vignolante. Il costo totale di queste opere ammonta a cinque milioni di euro, stanziati nel lontano 2002 sulla base dell'accordo di programma sottoscritto dalla Regione, dalla soprintendenza e dal Ministero ai Beni Culturali per la riqualificazione delle residenze sabaude. Oltre ai lavori di recupero interno sull'impiantistica dell'ex galoppatoio reale, bisognerà trovare i fondi per l'allestimento e per la parte esterna danneggiata anch'essa dall'incuria e dalle conseguenze dell'esposizione continua agli agenti atmosferici, ma di questo si parlerà soltanto dopo il primo step di interventi. Sulle modalità di gestione dei nuovi spazi, la soluzione non può che passare inevitabilmente da una concertazione con l'Arma dei carabinieri.