ANAGNI Entro pochi giorni il Ministero per i Beni e le Attività culturali, attraverso la Sovrintendenza per I Beni Archeologici del Lazio e in collaborazione con il Comune di Anagni e l'Università Della Pennsylvania, darà di nuovo inizio alle indagini archeologiche presso la villa degli imperatori di Villamagna ad Anagni, interrotte per la pausa estiva. «Le indagini effettuate quest'anno ha affermato la Dott. Sandra Gatti Della Sovrintendenza sono solo l'inizio di una ricerca scientifica in collaborazione, a livello internazionale, che si intende proseguire in futuro e che appare quanto mai promettente, non solo perché fornisce nuove e importanti informazioni su un complesso così rilevante del Lazio Meridionale, ma anche perché rappresenta finalmente l'avvio di una preziosa attività di conoscenza e valorizzazione dei beni archeologici della provincia di Frosinone, negli ultimi anni ingiustamente rimasti nell'ombra, non certo per distrazione delle istituzioni, ma soltanto a causa della drammatica esiguità delle risorse disponibili». Villamagna è il nome antico della grande residenza imperiale appartenuta all'imperatore Settimio Severo ed ai suoi figli Caracalla e Geta, situata lungo la valle del Sacco. Tale denominazione compare in una iscrizione databile al 207 d.c., in cui si ricorda l'opera di pavimentazione della strada che conduceva da Anagni alla villa. La proprietà imperiale ricordata dall'epigrafe è identificabile anche con la stessa villa da cui l'imperatore Marco Aurelio scrisse alcune lettere al suo maestro Frontone, retore e letterato, console nel 150 d.C. È possibile riconoscere il sito della villa degli imperatori romani nei grandiosi resti archeologici che si conservano nell'area del casale ancora oggi chiamato di Villamagna, alle falde orientali dei monti Lepini, nel comune di Anagni, tra Sgurgola e Segni, su una delle prime alture prospicienti la riva destra del fiume Sacco. Della villa imperiale è attualmente visibile solo una minima parte, rappresentata da terrazzamenti, numerose cisterne e una rete idrica, che costituiscono una prova più che evidente di quella che doveva essere l'imponenza e la grandiosità della residenza. La Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, al fine di acquisire maggiori conoscenze sull'importante complesso, l'unica residenza imperiale nota nel Lazio meridionale interno, ha promosso una fattiva collaborazione con la British School at Rome e con l'Università della Pennsylvania che ha consentito di eseguire indagini geofisiche e saggi di scavo grazie anche al sostegno logistico del Comune di Anagni. domenica 3 settembre 2006