In questi anni la città si è distinta per carenza di iniziative culturali FABRIANO - Un personaggio coinvolto da tanti anni nella gestione della politica cittadina, stila ora un elenco lunghissimo di carenze e di inadempienze nel campo della cultura e del turismo. A ben guardare, la disamina suona autolesionistica. Infatti occorre dare atto a Giorgetti, segretario dei Ds di Fabriano, che è la prima volta in Italia, se non andiamo errati, che un responsabile politico si scaglia contro se stesso ed i propri compagni di partito, neppure velata, di incapacità. Dopo tanti anni che lo andiamo scrivendo, è esaltante poter leggere che "la cultura non è soltanto organizzare e gestire ma valorizzare l'esistente, tutelare i beni culturali nell'ambito di una politica di progetto che imponga delle scelte durature e figure che guidino questi processi all'altezza del ruolo". Parole sante, anche se espresse in un "politichese" impervio. Ma sorge spontanea una domanda: dov'è stato Giorgetti finora? E' forse tornato da un lungo viaggio che l'ha tenuto lontano da Fabriano? E' curioso: tutti i fattucchieri della politica cittadina si stanno facendo in quattro per far ricadere su se stessi i meriti di un'iniziativa che ha dato grande lustro alla nostra città. Si è scatenata una gara surreale a chi l'aveva detto prima; a chi per primo aveva visto giusto; a chi aveva dato consigli determinanti (dopo la mostra) per la sua riuscita. Occorrerà ricordare a questi strateghi dell'accattonaggio meritocratico che la mostra internazionale "Gentile e l'altro Rinascimento" è nata da una costola privata, promossa da un grande mecenate, che ha poi inteso affidarne la cura e la realizzazione ad organizzazioni esterne di livello nazionale. Loro, i politicanti creativi all'amatriciana, c'entrano in tutto questo come i fichi secchi, oppure come vorrebbe qualcun altro come i cavoli a merenda. Dopo lunghi anni di amministrazioni sinistre, durante le quali Fabriano si è distinta semmai per ignavia, lassismo e carenze di iniziative culturali, adesso il Migliore dei Comunisti nostrani si scaglia contro se stesso e i suoi lanciando moniti tonitruanti alle generazioni attuali e future. Si ha l'impressione che egli abbia camminato per le vie di Fabriano con la testa altrove. Altrimenti si sarebbe accorto che la nostra biblioteca è l'unica delle Marche a non essere informatizzata, che la nostra pinacoteca esiste solo sulla carta, priva di una pianta organica e di una sede adeguata alla sua importanza. Se queste due istituzioni, fondamentali per la vita e l'immagine della città, restano soltanto "contenitori pieni di parole", come lui stesso ammette, Giorgetti si ponga di fronte ad uno specchio e si chieda come questo sia potuto accadere. Se il suo sproloquio non nasconde bassi interessi di bottega, vedrà che la risposta gli verrà da sola. In ogni caso, se il "dopo Gentile" si intona su queste note, che Dio ce ne scampi e liberi! Critico d'arte
FABRIANO - Il "dopo Gentile" si complica
Un politico di Fabriano, Giorgetti, ha scritto un elenco di carenze e inadempienze nella gestione della cultura e del turismo nella città. Egli si scaglia contro se stesso e i suoi compagni di partito, accusandoli di incapacità. Giorgetti sostiene che la cultura non è solo organizzare e gestire, ma valorizzare l'esistente e tutelare i beni culturali. Ha detto che la mostra internazionale "Gentile e l'altro Rinascimento" è stata una iniziativa privata che ha dato grande lustro alla città. Egli critica le amministrazioni passate per le loro carenze e lassismo. Giorgetti si chiede come sia potuto accadere che la biblioteca e la pinacoteca della città non siano state valorizzate.
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