La Regione vuol vedere gli atti Il sindaco senese si difende e minimizza, ma la polemica monta, si allarga a tutto il territorio e adesso arriva in Parlamento FIRENZE. «Ritengo che non siano condivisibili le analisi, i paragoni e soprattutto il metodo usato da Asor Rosa. Trovo la denuncia del professore un passo sbagliato, eccessivo e fuorviante nei suoi esempi paradossali». Replica così il sindaco di Pienza Marco del Ciondolo ad Asor Rosa, che ha definito «ecomostro» il nuovo complesso residenziale in costruzione nel piccolo borgo di Monticchiello, in Val d'Orcia. Secondo il primo cittadino, «l'insediamento abitativo si colloca su un'area di circa due ettari di terreno e le abitazioni, che si inseriscono in maniera coerente e gradevole nel paesaggio circostante, rispettano i criteri imposti: l'utilizzo di materiali locali, pietra e mattoni, e l'altezza massima di 6 metri in gronda». In realtà non è solo Asor Rosa ad attaccare il complesso residenziale di Monticchiello. L'assessore regionale all'urbanistica Riccardo Conti lo ha definito «uno schifo», mentre Rifondazione ha presentato un'interpellanza parlamentare. Inoltre ieri si sono scatenate ulteriori reazioni. «Monticchiello è sotto i riflettori della Regione. Ho già predisposto la richiesta di tutti gli atti amministrativi e autorizzativi al Comune di Pienza perché vogliamo capire se il progetto di 95 unità immobiliari, distribuite in 11 lotti, che sorgeranno a ridosso del piccolo suggestivo borgo di circa 150 abitanti, patrimonio mondiale dell'Unesco, è una di quelle lottizzazioni turistiche di tipo speculativo, da periferia metropolitana per intenderci, per le quali la Regione sta redigendo nuove norme di salvaguardia del territorio collinare toscano», ha dichiarato Erasmo D'Angelis, presidente della commissione territorio e ambiente del Consiglio regionale. Anche Luciano Ghelli, capogruppo regionale dei Comunisti italiani, ha annunciato la presentazione di un'interrogazione al presidente della giunta Claudio Martini. Mentre il capogruppo di An Maurizio Bianconi ha allargato il tiro a tutta la Toscana: «Stupisce che soltanto come polemica estiva sia esplosa la questione delle edificazioni selvagge in Toscana. Il fatto è antico e non riguarda certo soltanto le coste, perché coinvolge da decenni le amministrazioni locali di sinistra che hanno deturpato la regione per evidenti interessi di cassa a favore dei Comuni, del giro d'affari delle cooperative rosse e del diffuso potere clientelare». ( m.l)