ROMA Un insediamento urbanistico contestato, una lite politico-ambientalista, uno scambio di accuse: tutto all'interno della sinistra, nemmeno l'ombra di un esponente del centrodestra. Teatro di questo duello in famiglia è la Val d'Orcia, recente patrimonio dell'Umanità Unesco (2004). Protagonista assoluto Alberto Asor Rosa, intellettuale, animatore di quella sinistra radicale più che critica verso il governo Prodi. Il 24 agosto scorso Asor Rosa prende carta e penna e scrive su La Repubblica (pagine della cultura) un j'accuse durissimo contro il nuovo insediamento che si va costruendo alle porte della «sua» Monticchiello, borgo di Pienza, comune da sempre "rossissimo». Il filosofo descrive una situazione per lui inammissibile: «Un ecomostro, 95 unità immobiliari in 11 lotti, la stessa cubatura dell'intero borgo, totale stravolgimento del profilo collinare, evidenti fini speculativi, nulla a che fare con la tipologia toscana dei "casali"... visto che a Monticchiello abitano solo 150 persone e la lottizzazione potrà ospitare fino a 380 persone è come se alle porte di Roma si costruisse un insediamento per sei milioni di individui». L'articolo si chiude con un appello all'Unesco e ai ministri Francesco Rutelli e Alfonso Pecoraro Scanio. L'ira di Asor Rosa si scontra con il realismo politico-amministrativo del sindaco Marco Del Ciondolo, 49 anni, ragioniere, indipendente Ds, alla guida di una Giunta di cui fa parte anche Rifondazione: «Ecomostro? Ma andiamolo a raccontare ai bambini, una vera mistificazione... conosco Asor Rosa da anni e mi dispiace che non si riesca a ragionare su questa vicenda». Ma l'insediamento c'è, di quella cubatura... «Parliamo di corpi di fabbrica alti sei metri. E poi il mondo non si può imbalsamare. Guardiamo cosa sta avvenendo in Cina, in quelle sperdute vallate. Figuriamoci di una vallata come la nostra che ha costruito la propria fortuna sull'antropizzazione. Non siamo in un paradiso incontaminato come la Patagonia ma in un tessuto vitale». Converrà, sindaco, che c'è un'alterazione del paesaggio... «Sono stati i monticchielesi a volere fortemente questa scelta urbanistica, nata per dare spazio alle coppie più giovani, anche se 10 anni dopo le cose sono cambiate e le vendite sul mercato locale sono rallentate...». Ma non tutti la pensano come lui, nella sinistra della «Toscana felix». L'assessore regionale al Territorio, Riccardo Conti, Ulivo: «Un intervento sbagliato, per tipologia e caratteristiche, e forse per collocazione. L'osservazione di Asor Rosa non è infondata e nel 1997 la giunta di Pienza si comportò in modo arrogante riapprovando un piano bocciato dalla Regione. Oggi, con le regole che ci siamo dati, non sarebbe possibile. Capisco comunque la fatica di un'amministrazione come Pienza: deve resistere a spinte fortissime, la domanda immobiliare sulle zone pregiate toscane è ormai mondiale». Durissimo, invece, Vittorio Emiliani, radici socialiste, presidente del Comitato per la Bellezza: «Le ragioni della giunta di Pienza? La solita commedia all'italiana alla Dino Risi: chissà perché le "giovani coppie" si sono volatilizzate e resta una terrificante lottizzazione di seconde case. Tutta colpa delle sub-deleghe delle Regioni ai Comuni: come si può essere controllori di sè stessi». In quanto alle giunte di sinistra che costruiscono, costruiscono, costruiscono? «Un segnale gravissimo, troppi spregiudicati». Chi è furioso è Giovanni Puglisi, presidente del comitato italiano dell'Unesco, costola dell'Onu che si è ritrovata citata nella pubblicità della lottizzazione («Nella Val d'Orcia, Patrimonio mondiale dell'Unesco...»): «Mi rimetto alla valutazione di Asor Rosa e dico che tutta questa faccenda mi sembra una follia. Non si può destinare un'area come la Val d'Orcia a patrimonio dell'umanità, dopo le tante sollecitazioni dell'Italia, e poi assistere alla crescita come funghi di strutture edilizie che non hanno nulla a che vedere con la valorizzazione di un sito pregiato». E Puglisi spiega ancora: «Ogni volta che un sito viene inserito nella lista dell'Unesco, viene fotografato e "riconosciuto" nelle condizioni originarie. Se poi avviene uno stravolgimento, si rischia l'inserimento in un'altra lista, assai diversa». Il riferimento di Puglisi è all'elenco del «Patrimonio in pericolo». E Rutelli? E Pecoraro Scarno? Asor Rosa non ha avuto ancora risposte. Ma da sinistra qualcuno si è mosso. Erasmo D'Angelis, Ulivo, presidente della commissione ambiente e territorio della Regione Toscana ha richiesto gli atti legati all'insediamento edilizio a Pienza. Un braccio di ferro tutto interno all'Unione, sulle colline della Val d'Orcia...