Napoli è una delle più antiche città d'Europa con una stratificazione storica di grande fascino non foss'altro che per la sua vasta estensione. Non a caso l'Unesco l'ha inclusa nel 1995 nella lista del patrimonio storico dell'umanità. Questo ambìto riconoscimento internazionale non può tuttavia essere confuso con una ghirlanda di alloro della quale vantarsi, cullandosi nell'idea della nobiltà del sito. Noi abbiamo il dovere di tutelare il patrimonio ereditato dalla storia per trasmetterlo integro nella sua unicità alle generazioni future. Insomma la consapevolezza dell'eccezionale valore culturale del nostro centro storico sancita dal riconoscimento dell'Unesco esige da parte dello Stato l'adozione delle «misure legali, amministrative appropriate per la protezione e la conservazione del patrimonio storico» (articolo 5 della Convenzione di Parigi del 1972). L'anno prossimo l'Italia sarà chiamata a rendere conto nella sede dell'Unesco delle risorse impiegate e delle misure legislative adottate per conservare e restaurare i centri storici inseriti nella summenzionata lista (Roma, Firenze, Venezia, ecc.). A tal fine un gruppo di magistrati e professori universitari ha proposto un articolato di legge già recepito dalla Camera in occasione della legge Finanziaria del 2002 (come emendamento) e ora all'attenzione del governo. La proposta verte sull'idea di incentivare al massimo gli interventi di restauro da parte di soggetti pubblici e privati, mediante sgravi fiscali (sull'Iva, Irpef, Ici e contributi Inail). Stamattina a Palazzo Reale si terrà un pubblico convegno su questo tema che verrà aperto dal rettore Guido Trombetti e concluso da Nicola Bono, sottosegretario per i Beni culturali. La proposta di legge verrà introdotta dallo studio dell'architetto Giulio Pane ed illustrata da Raffaele Raimondi, oltre a numerosi docenti partecipano al simposio i rappresentanti di varie istituzioni tra i quali il sovrintendente Guglielmo, Bruno Discepolo del «Progetto Sirena», Guido Donatone presidente di Italia Nostra, Antonio Parlato, Ugo Dovere, Claudio Ricci, sindaco di Assisi e consigliere delle città italiane. C'è da augurarsi che questo incontro che vede uniti intorno ai comuni valori della cultura figure di diverse provenienze ideologiche possa giungere a destinazione ed essere valutato con la dovuta attenzione dal parlamento. Non va dimenticato che Ciampi durante un visita a Napoli ha acutamente suggerito: «Puntate su arte e cultura, è il vostro tesoro». Investire nel recupero e nel restauro del centro storico può essere anche un volano economico per il ciclo edilizio indirizzandolo verso una finalità di elevato interesse collettivo. Il principio della «tutela attiva» è di gran lunga più efficace dello sterile conservatorismo parolaio. Senza contare che anche la nostra Costituzione all'artcolo 9 indica la tutela del patrimonio storico come un dovere della difesa della identità nazionale.
Appello in difesa dei centri storici tutelati dall'Unesco
Napoli è una delle più antiche città d'Europa con una storia ricca e un patrimonio culturale unico. L'Unesco l'ha inclusa nel 1995 nella lista del patrimonio storico dell'umanità. Il governo italiano è tenuto a proteggere e conservare il patrimonio storico della città, in conformità con la Convenzione di Parigi del 1972. Un gruppo di magistrati e professori universitari ha proposto un articolato di legge per incentivare gli interventi di restauro, mediante sgravi fiscali per soggetti pubblici e privati. Un convegno pubblico sarà tenuto a Palazzo Reale per discutere del tema e presentare la proposta di legge.
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