Sarà sede di studio, centro culturale, sala conferenze, spazio espositivo. Una biblioteca anzitutto, ma soprattutto luogo di cultura vivo e vitale. Parliamo della nuova Biblioteca del Senato dedicata a Giovanni Spadolini e ubicata in quel Palazzo della Minerva che l'ex presidente del Senato acquisì nel 1991 con l'esplicita intenzione di trasformarlo in una biblioteca aperta al pubblico. Oggi quel progetto è realtà. Calcolabile e misurabile in cifre eloquenti: seicentomila volumi (tra cui 850 manoscritti) comprendenti statuti delle corporazioni del tardo medioevo e quelli dei Comuni, raccolte di storia e celebri fondi come quello di Filippo Vassali. Più 2mila e 500 periodici e 500 giornali italiani e stranieri. Tutti trasportati da Palazzo Madama, dove erano approdati nel 1871. Un simile prezioso patrimonio approda «Da ieri al futuro»: questo il titolo del brano con cui l'attuale presidente del Senato, Marcello Pera, introduce il libro dedicato alla Nuova Biblioteca di Palazzo Madama che è stata inaugurata ieri con una cerimonia alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Titolo per molti versi significativo quello scelto da Pera. L'intervallo ieri-domani può infatti alludere ai dodici anni di lavori occorso per il recupero e restauro del complesso cinquecentesco dei domenicani. O alle epoche che nell'antico edificio si stratificano per arrivare indietro al 25 a.C. cui risalgono i Saepta Julia, la grande piazza colonnata adibita alle votazioni. O ai due anni che mancano a coprire la falda acquifera del sottosuolo con corridoi in cristallo, per aprire, nel 2005, il museo sotterraneo che collegherà Palazzo della Minerva al Pantheon. Nel futuro prossimo di domani saranno invece visibili la sala del Capitolo (adibita a sala conferenze) e il chiostro affrescato. Nell'architettura e negli arredi, poi, passato e presente si mescolano nel cristallo acciaio, mogano, cedro del Libano, ciliegio e si incontrano nelle geometrie di antiche mura dai soffitti affrescati affiancate ai nuovi spazi, creati per ospitare quel misterioso ed inesauribile «soggetto che è il libro» - cosi definito dal senatore Marcello Dell'Utri - presente in questi 7mila metri quadrati, di cui 5mila aperti al pubblico. Dal 1848 la Biblioteca del Senato ha centuplicato i suoi volumi. Consultati (ieri) da Benedetto Croce, Giovanni Gentile, Giustino Fortunato: ai tempi in cui «la politica era più pensata che fatta», ha detto il ministro per i Beni Culturali, Giuliano Urbani. Fruibili (oggi) oltre che dai senatori, anche da studiosi, studenti e curiosi: indistintamente invitati a far visita al rinnovato Palazzo della Minerva che fu sede dell'antico Ministero della Pubblica istruzione.