«Tra qualche giorno incontrerò il ministro Francesco Rutelli e, oltre che di Pompei e delle altre zone archeologiche più famose della nostra regione, gli parlerò anche di Nola»: da Venezia, dove si trova per impegni istituzionali legati alla Mostra del Cinema, Marco Di Lello, assessore ai Beni culturali della Campania, annuncia di voler investire l'esecutivo nazionale della valorizzazione del villaggio della preistoria. E intanto come procede l'iter per l'acquisizione dell'area che accoglie le capanne? «Ormai è fatta. Il sito sarà definitivamente acquisito al patrimonio pubblico». Come mai è trascorso tanto tempo dalla manifestazione di volontà espressa dalla giunta regionale? «Se sono trascorsi due anni dalla decisione di acquisire l'area in cui sorge il villaggio nolano è perché, dopo la deliberazione della giunta regionale, sono sopraggiunti degli intoppi di carattere burocratico. A rallentare l'iter anche un contenzioso con l'ufficio erariale. L'impasse adesso però è stata superata». Pur essendo importanti e prestigiosi i tesori di Nola, così come tutti quelli che appartengono al patrimonio culturale minore, fanno costantemente i conti con la mancanza di progetti di sviluppo e finanziamenti. Perché? «Il Nolano rientra a pieno titolo tra i territori da valorizzare. Non è un caso se alla zona è stato destinato uno dei 12 Pit. Un'iniziativa che abbiamo pensato 6 anni fa, in tempi non sospetti dunque». E allora perché non si decolla? «Prima di far venire i turisti dobbiamo essere pronti. Tutti: Regione, Provincia e Comune. E poi c'è il tema della gestione, non possiamo che essere grati ai volontari delle associazioni ma non è questa la strada. Dobbiamo sederci intorno ad un tavolo e discutere del futuro».